Michael Schumacher e la Ferrari all’inizio del nuovo millennio dominarono la Formula 1: un vero e proprio impero nel quale il binomio italo-tedesco fece incetta di trionfi regalando grandi emozioni ai tifosi e a tutti gli appassionati del Campionato Mondiale di Formula 1. Grazie a questo lustro di regno indiscusso il pilota teutonico entrò di diritto nella storia di questo sport imponendosi come leggenda del volante. Ma se ci fu una stagione nella quale la sua supremazia venne messa nero su bianco su tutti gli almanacchi si tratta di quella del 2004, chiamata anche "la stagione dei record".

Ritorno alle tradizioni.

Dopo il quarto posto nell’edizione precedente, nel 2004 Michael Schumacher e la Ferrari riprendono la propria tradizione vincente nella prima gara stagionale. Infatti, il tedesco a bordo della F2004 si impone nel Gran Premio d’Australia sul circuito di Melbourne come fatto nel 2000, 2001 e 2002. I più accreditati avversari del campione di Hurt, Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen non riescono a mantenersi ai livelli dell’ultima stagione, lasciando così incontrastato il dominio di Schumi, mentre alle sue spalle i più competitivi risultano essere il compagno di scuderia Rubens Barrichello e Jenson Button sulla BAR motorizzata Honda.

Solo un incidente blocca lo strapotere di Schumi.

Così nei primi cinque GP dell’anno (Australia, Malesia, Bahrein, San Marino e Spagna) la prima guida della casa di Maranello ottiene cinque successi, in tre casi davanti all’altro ferrarista. Il primo stop stagionale arriverà poi a Montecarlo, nel sesto appuntamento in programma, dove Michael, come sempre in testa alla gara, verrà messo fuori gioco da Montoya che lo tamponerà costringendolo al ritiro, interrompendo così la sua serie di vittorie consecutive.

Sette meraviglie di fila per il settimo titolo iridato.

L’incidente nel GP monegasco non demoralizza però Schumacher che, dalla gara successiva, riprenderà il proprio cammino incontrastato verso il settimo titolo iridato della sua carriera. E arrivano così altre sette affermazioni di fila (GP d’Europa, Canada, Usa, Francia, Gran Bretagna, Germania e Ungheria), una striscia di risultati incredibile che porta il campione tedesco a poter conquistare matematicamente l’alloro già in Belgio, con ben quattro Gran Premi d’anticipo. Cosa che farà, accontentandosi del secondo posto alle spalle della McLaren di Kimi Raikkonen, utile per laurearsi per la settima volta campione del mondo di Formula 1.

Schumi: l’uomo dei record.

Per Michael Schumacher questa è la stagione dei record: 13 vittorie su 18 gare (vince anche il GP del Giappone nella penultima gara stagionale), 15 podi (meglio solo nel 2002 quando furono 17), 10 giri veloci, 148 punti. Ma soprattutto centra numerosi primati all time, diventa infatti il pilota più vincente della storia della Formula 1, ma anche il primatista di tutti i tempi per numero di trionfi, podi, giri veloci, pole position, hat trick e chilometri percorsi al comando in carriera.