Tre luglio 1987, ad Heppenheim, nella zona centro-occidentale della Germania nasce uno dei piloti più vincenti della storia della Formula 1. Sì, esattamente 30 anni fa nasceva Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo con la Red Bull, e oggi a bordo della Ferrari in lotta per il titolo iridato con Lewis Hamilton e la sua Mercedes. Un duello per con il britannico per quello che sarebbe il quinto alloro, quello che scriverebbe il nome di Seb nella leggenda delle quattro ruote: raggiungerebbe infatti il mitico Juan Manuel Fangio portandosi a -2 da quello che ad oggi è il pilota più titolato della storia della Formula 1, ossia Michael Schumacher.

Due campioni accomunati non solo per via della nazionalità tedesca, ma anche per la forte mentalità e l’attenzione ai più piccoli particolari che i due hanno sempre dimostrato in gara e nei box, rendendoli nel tempo superiori alla maggior parte dei loro avversari. Vettel, come fece al tempo Schumi, in Ferrari è riuscito a creare attorno a sé un ambiente altamente professionale che lavora in un clima sereno grazie soprattutto al suo carattere generoso dedito al lavoro e all’ottimo rapporto Raikkonen, suo compagno di scuderia. Qualche similitudine tra i due più grandi piloti teutonici emerge anche se si confrontano gli stili di guida: entrambi amanti di un sistema frenante più performante ed entrambi, pur non essendo dei giganti, preferiscono una corsa del pedale del freno molto corta facendo più fatica ma avendo una maggiore reattività in fase di frenata.

Reattività che però non è bastata a Baku, quando Lewis Hamilton in regime di safety car ha abbassato notevolmente la velocità di crociera, scendendo sotto i 50 km/h, per evitare il contatto con la Mercedes dell’inglese. Ed è proprio lì che è venuta fuori un’altra similitudine tra Sebastian e Michael. Infatti, come successe più volte a Schumacher in carriera, anche Seb ha perso le staffe in pista rifilando una ruotata al rivale britannico.

Una sciocchezza che gli è già costata la vittoria in Azerbaijan e 13 punti nella classifica iridata ma che potrebbe ancora riservare brutte sorprese al campione tedesco del Cavallino dato che proprio oggi, nel giorno del suo trentesimo compleanno, la Fia deciderà se procedere con ulteriori sanzioni ai danni del quattro volte iridato. Sarà fondamentale il parere di Jean Todt, oggi presidente della Federazione internazionale, ma prima al muretto della Rossa proprio quando sul “banco degli imputati” c’era Schumi. A Vettel vanno dunque i nostri auguri, non solo per il compleanno, ma anche affinché quella reazione scomposta su Hamilton non comprometta la sua lunga rincorsa al quinto titolo mondiale che coinciderebbe con la fine di un ancor più lungo digiuno della Ferrari che vorrebbe dare inizio ad un nuovo ciclo vincente con un tedesco al volante, come quello leggendario che si ebbe con il grande Michael Schumacher.