in foto: Angel Nieto, 1947–2017

Annus horribilis per il Motomondiale che piange ancora. Dopo la morte di Nicky Hayden, morto lo scorso 22 maggio dopo essere stato travolto da un’auto mentre si allenava in bicicletta a Misano, anche Angel Nieto è stato vittima di un incidente stradale, tamponato lo scorso 26 luglio sulle strade di Ibiza dopo essere uscito di casa con il suo quad per andare a comprare i giornali. Sbalzato in aria da una Fiat 500 guidata da una donna tedesca che lo ha centrato mentre era fermo a una rotonda, Nieto ha battuto la testa sull’asfalto malgrado indossasse il casco. Forse allacciato male o forse come conseguenza dell’impatto, l’elmetto è volato via, mentre il corpo del re delle piccole cilindrate rovinava pesantemente sull’asfalto.

Nieto ha lottato per una settimana al Policlinico Nostra Signora del Rosario di Ibiza, dove è stato trasportato in condizioni che erano apparse subito gravissime per la presenza di un esteso edema cerebrale. Nei giorni successivi la situazione era sembrata volgesse al meglio, tanto che Dorna aveva organizzato a Brno una conferenza stampa durante la quale il figlio minore, Pablo, team manager dello Sky Racing tearm VR46, avrebbe riportato dei progressi del padre. Ma un improvviso aggravamento del quadro clinico nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 agosto ha costretto i medici a un intervento in urgenza per ridurre la pressione intracranica che in poche ore è aumentata in modo critico. A nulla è però valso il disperato tentativo. La situazione è rapidamente peggiorata fino alla notizia del decesso arrivata dopo le 19 di ieri.

Secondo pesantissimo lutto per il Motomondiale dopo la scomparsa di Nicky Hayden, a un mese esatto da un altro terribile incidente che ha portato via la vita di Cristiano Lucchinelli, figlio dell’ex campione Marco, morto a pochi giorni del suo 37° compleanno, in seguito a uno schianto in moto contro un suv che gli ha svoltato davanti. A Brno, dove il Circus rientra dalle vacanze dopo un mese di pausa, non è semplice tornare in pista. Perché Nieto, come Giacomo Agostini, è stato un riferimento per le due ruote: il paddock era la sua casa e senza di lui ripartire sarà diverso.

A 70 anni, Nieto aveva un’energia infinita ed era sempre pronto a dispensare consigli e raccontare aneddoti ai giovani piloti. Ma se c’era un pilota con cui aveva un rapporto speciale, quello era Valentino Rossi. “Una volta a Ibiza siamo usciti insieme e siamo andati a una festa – ha raccontato il Dottore – Ricordo che alle cinque del mattino ero distrutto e volevo andare a dormire ma Angel mi diceva: ‘No, no, rimani, non andare’. Voleva continuare a fare serata. Credo che questo sia il miglior ricordo che ho di lui”. Amico anche di Ricard Urgell, fondatore della discoteca Pacha di Ibiza, Nieto incarnava lo spirito della Spagna vincente e spensierata. “Una persona speciale, soprattutto per il suo carisma e non soltanto per i 13 titoli mondiali che ha vinto” ha aggiunto il campione di Tavullia. “È stato uno dei primi piloti moderni, che ha reso famoso il motociclismo. È una bruttissima notizia per il nostro mondo”.