in foto: Giacomo Agostini / GettyImages

Tra i più colpiti dalla morte di Angel Nieto, Giacomo Agostini ha provato a esprimere il suo dispiacere dopo aver appreso della scomparsa del campione spagnolo che non si è più ripreso dall’incidente dello scorso 26 luglio con il suo quad. Come l’Ago nazionale, che è stato il riferimento della classe regina del Motomondiale, Nieto è stato il re delle piccole cilindrate: entrambi protagonisti della storia delle due ruote, sono stati gli unici ad aver vinto più di 10 titoli iridati, (15 per Agostini tra 350 e 500, 12 + 1 per Nieto tra 50 e 125) ed erano grandi amici.

È molto triste, Angel è stato il pilota più amico che ho avuto. Tra noi non c’è mai stata rivalità, quando lui correva nelle piccole cilindrate, io ero nelle grandi – – ha detto Agostini, provando a trattenere le lacrime durante l’intervista ai microfoni di Radio Marca – Mi diceva sempre: ‘Mino, ho sempre guardato a quello che hai fatto, provando a copiarti, come approccio tecnico alle gare, con gli sponsor, per tutto’. Ma era grande già di suo. Tra noi c’era una bella amicizia.

Agostini non riesce a trovare una spiegazione a un destino crudele dopo una vita trascorsa sulle piste del mondiale. Il prossimo febbraio avrebbero dovuto volare insieme in Australia, dopo l’invito arrivato dal proprietario del circuito. “Ci aveva proposto una gara, 5 giri sulla sua 125 e 5 sulla mia 500, e invece… non ci credo. Mercoledì avevo parlato con Belinda (la compagna di Nieto, ndr) e con il figlio Pablo, e mi avevano detto che avrebbe vinto la gara più importante della sua vita. Ero contento di sentire quelle parole”.

Tutta la vita a 250 km/h e si muore perché un’auto ti ha tamponato. Non ci credo. Ho perso un grande amico, era un idolo. Tutti lo amavano perché era una grande persona – ha concluso.