Ian Robertson
Secondo il dirigente della Bmw, infatti, il panorama di domani non si prospetta affatto facile interpretazione. Da un lato gli automobilisti cercheranno di puntare sulle vetture che avranno maggiore trazione, mentre dall’altro i combustibili alternativi sembrano deludere una tale attesa. Nonostante il credito eccezionale che presso il pubblico sembra avere l’energia elettrica, Robertson prevede che soltanto il 5-7% delle vetture di domani avranno un mix che utilizzerà questa fonte.
D’altro canto, secondo il dirigente BMW anche l’idrogeno appare difficilmente utilizzabile nelle nuove automobili. Sebbene negli anni passati la casa automobilistica tedesca abbia testato questa fonte sulla Serie 7, è pur vero che questa tecnologia presenta problemi rilevanti sia sul lato delle infrastrutture che dello stoccaggio. Il vero punto, secondo Robertson, è fare in modo che la benzina riesca ad assolvere all’obiettivo di una maggiore efficienza (e dunque di un minor consumo).
Ecco perché nel futuro della BMW ci saranno auto di dimensioni più piccole, come la Mini che, nota ancora Robertson, ”è sempre stata a trazione anteriore, ed è conosciuta per la sua manegevolezza e dinamicità”. Insomma, l’analisi del numero 1 del settore marketing di Monaco sembra stroncare le speranze di quanti desiderano autostrade che ronzano di elettricità piuttosto che affumicano di gas, ma spiega quantomeno i progetti futuri della BMW: “Le automobili piccole costituiranno una parte importante del nostro business”.