Domenica 22 ottobre si terrà il referendum consuntivo per chiedere maggiore autonomia per la Regione Lombardia. Se vincerà il “sì” ci saranno diverse novità, tra le prime l’abolizione del bollo auto in questa regione del nord Italia.

Se ne parla da anni.

Della cancellazione di questo balzello, in verità, si è già parlato diverse volte, anche nel 2008 quando Silvio Berlusconi annunciò la sua graduale eliminazione, fino a Matteo Renzi che aveva parlato di rimodulazione della tassa. Già nel 2005 l’Unrae, l’Unione nazionale delle case automobilistiche estere, aveva proposto l’abolizione del bollo a fronte di un aumento delle accise e, successivamente, la modalità pay-per-use, ovvero di corrispondere l’importo della tassa in base a quanto si utilizza l’auto e non sulla proprietà del veicolo. Tuttavia, con il passare degli anni, la situazione è addirittura peggiorata. Basti pensare all’introduzione del superbollo voluta dal governo Mario Monti e la cancellazione dell’esenzione per i veicoli storici di età compresa tra i 20 e i 30 anni voluta dal governo Renzi, con una situazione difforme nelle diverse regioni d’Italia.

Maroni: “Quale lombardo potrebbe dire di no?”.

Con il referendum si punta a trattenere in Lombardia una parte dei 53 miliardi di tasse pagate dai residenti per migliorare servizi, assistenza sanitaria e ridurre il carico sui contribuenti. “Non credo che nessuno lombardo possa votare ‘no' al quesito ‘Vuoi che una parte rilevante dei 53 miliardi di tasse lombarde che escono dalla Lombardia e non tornano rimangano qui per aiutare chi ha bisogno, per realizzare gli ospedali, per migliorare l'assistenza sanitaria, abolire il bollo auto?” ha dichiarato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei cronisti sulla consultazione referendaria. “Quale cittadino lombardo – ha continuato il Governatore – potrebbe dire di no? C'è qualcuno che potrebbe dire di no per ragioni ideologiche? Mi appello al buon senso dei cittadini lombardi: volete una regione più ricca che dia più servizi ai cittadini tenendoci parte dei nostri soldi? Votate sì al referendum". Per la prima volta, si voterà con il voto elettronico, una procedura che, tra le diverse condizioni, aveva spinto il Movimento 5 Stelle a votare a favore della consultazione.