“Non ci servono supereroi per risolvere i nostri problemi, siamo ben messi così”. Si può dare di più, però, anche alla Ferrari, anche senza essere eroi come ha detto Sergio Marchionne. Perché la Formula 1 per il Cavallino continua a essere un ottimo affare ma tutto questo non può bastare. Perché Ferrari vuol dire fascino della velocità, vuol dire ricerca di un sogno che accenda le passioni di tifosi e piloti. Un sogno diventato prigionia ormai per troppe stagioni, e chissà che il 2017, l'anno del ritorno in Formula 1 come direttore sportivo del circus di Ross Brawn, l'artefice dei capolavori dell'era Schumi, non sia un primo simbolico indicatore della rinascita possibile.

in foto: La nuova Ferrari 2017

La Ferrari che verrà.

"Il team a inizio stagione sarà molto più avanti di quanto si pensi e sono convinto che raggiungeremo gli obiettivi” ha detto Vettel a Speed Week. Ho ancora grande fiducia nel mio progetto di diventare campione del mondo con la Ferrari, ci credo e lotterò per quello. Abbiamo imparato dai nostri errori e la distanza dalla Mercedes si è assottigliata". E anche il telaio della nuova Ferrari, come anticipava già il nostro Matteo Vana, si avvicinerà a quello delle Frecce d'Argento dell'ultima stagione, almeno nella zona anteriore. “Il muso sarà più lungo e terminerà con una forma arrotondata, ma senza il "naso" della SF-16H, particolare già visto sulla Sauber che scenderà in pista quest'anno” e con l'S-duct, il condotto che serve a ottimizzare il flusso d'aria dal fondo della vettura.

"Ci sarà un nuovo regolamento che prevede una nuova aerodinamica e pneumatici più larghi, ci sarà una maggiore velocità in curva e tempi sul giro più bassi. Penso che dopo tre o quattro gare avremo un quadro più chiaro su dove ogni auto e ogni pilota potrà arrivare" ha concluso Vettel, che ha incassato anche i complimenti di Jacques Villeneuve. “Il suo stile si adatta alla perfezione alle nuove monoposto e lui è quello che ha fatto il maggior numero di chilometri con le nuove gomme e questo sarà un grande vantaggio soprattutto ad inizio stagione”.

Il lavoro del team coordinato dal direttore tecnico prevede anche un diverso alloggiamento delle sospensioni, che mantengono lo schema a puntone (push-rod) davanti e a tirante (pull-rod) dietro ma senza la soluzione estrema all'interno del muso studiata dai tecnici Mercedes, e una power unit a sei cilindri che dovrebbe garantire un significativo miglioramento delle prestazioni e un avvicinamento ai tempi sul giro delle Frecce d'Argento.

La forza del gruppo.

Ma il vero cambio di rotta, la vera rivoluzione, sta nell'organizzazione del lavoro, in una filosofia che fa leva sulla forza del gruppo e non sul genio creativo del singolo. “Ad agosto abbiamo cambiato modo di lavorare – ha spiegato alla Bild – Stiamo facendo investimenti nelle aree giuste. E’ anche vero che abbiamo perso degli ingegneri che sono andati altrove ma può succedere”. Il presidente non può certo far pesare il passaggio di James Allison che si è accasato in Mercedes, ma qualche timido indizio di sfiducia sembra iniziare a filtrare da Maranello. Non è esclusa, infatti, l'ipotesi di un corposo pacchetto di innovazioni da introdurre a Barcellona che farebbe pensare più a una “Ferrari B” a partire dalla stagione europea.

Le sfide del nuovo regolamento.

Prime, piccole, ombre possibili sull'indirizzo di una stagione che comunque si annuncia senza certezze per tutti, con il nuovo regolamento che coinvolge pesantemente freni e pneumatici. Lo spazio di frenata, ha sottolineato Brembo, la Brembo, l’azienda italiana che fornisce i freni a Mercedes, Red Bull, Ferrari, Toro Rosso, Renault, Haas e Sauber, si è ridotto del 20%: un vantaggio per chi, come Alonso, è fra i migliori “frenatori” del circus, ma non necessariamente per i sorpassi.

«Sarà uno spettacolo diverso » ha spiegato il team principal Maurizio Arrivabene in videomessaggio da Maranello dove la nuova Rossa è in fase di montaggio. Le gomme più larghe garantiranno livelli di prestazioni più costanti quasi senza degrado e lo spettacolo, che da troppi anni sta mancando in una Formula 1 stretta fra limiti regolamentari e di innovazione nel nome della sostenibilità e del contenimento dei costi, potrebbe non beneficiarne così tanto. “Sono curioso di vedere le forme di queste nuove monoposto” spiega Paul Hembery, ma fino alle qualifiche del Gp di Australia, il 25 marzo, non sapremo chi è il più forte. Sorprese? Credo che in Formula 1 quest’anno ci sarà un Leicester, una squadra rivelazione che avrà interpretato le nuove regole meglio degli altri”. Ogni riferimento al fresco licenziamento di Claudio Ranieri è puramente casuale.

Il sogno e gli affari.

Per la Ferrari, la Formula 1 rimane comunque un veicolo di business senza pari, che ha un rilievo di primo piano nel bilancio 2016 chiuso con 400 milioni di utile netto (grazie anche alle 8014 vetture da strada vendute con l'obiettivo di arrivare a quota 8400 nel 2017). Il bonus da 90 milioni di dollari, in quanto unica scuderia ad aver partecipato a tutte le edizioni del Mondiale dal 1950, potrebbe essere messo in discussione dal 2020 quando scadrà l'attuale Patto della Concordia. Anche per questo Marchionne vorrebbe acquisire una quota della Formula 1, un'operazione che non sarebbe solo commerciale nell'era della Liberty Media e con lo Strategy Group potenzialmente in discussione in un futuro non troppo lontano.

Ma la Formula 1, soprattutto per la Ferrari, vuol dire molto altro. “Non ho dubbi che gli uomini a Maranello siano estremamente motivati e desiderosi di riscatto rispetto a una stagione che ha sicuramente deluso le grandi aspettative che sempre si generano attorno al team del Cavallino” ha detto Alex Zanardi, come riferisce il Corriere dello Sport. “Però il problema è che in F1 la bravura è spesso sinonimo di mediocrità. Riuscire a vincere significa avere ragione di avversari che sono eccezionali da ogni punto di vista.

E Prost, nuovo consulente Renault, avverte: “Quando le regole e le macchine cambiano molto, come succederà ora, la Ferrari non è quasi mai al top. Ecco perché non credo che la Ferrari e i suoi piloti avranno possibilità quest’anno”. La prigionia del sogno, però, può e deve finire presto.