Chiuso il Gran Premio di Germania la MotoGP è andata in vacanza, ma l’ultimo atto prima della pausa estiva della classe regina ci ha regalato una grande sorpresa. Di certo non il vincitore della gara del Sachsenring che come ormai succede ininterrottamente dal 2010 è stato ancora una volta Marc Marquez, ma l’unico pilota che è riuscito a tenere il ritmo del catalano su quella pista dove la superiorità del Cabronçito è indiscussa. Non i “soliti” Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Maverick Vinales o Jorge Lorenzo, e nemmeno Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci o Johann Zarco che in questa stagione ci hanno abituato alla loro presenza tra i primi, ma il sorprendente Johann Folger che prima del Sachsenring aveva come miglior risultato in MotoGP un 6° posto centrato sia in Argentina che in Catalogna. Andiamo quindi a scoprire chi è rookie tedesco della Tech 3 che ha impressionato tutti nel GP di casa.

Un “giovane” veterano del Motomondiale.

Bavarese classe ’93, novità della classe regina, ma non per il Motomondiale: si tratta infatti del suo decimo anno sulle piste del campionato del mondo delle due ruote. Dopo la stagione d’esordio nel 2008, nella quale, a soli 15 anni, disputa 7 Gran Premi in 125cc con la KTM conquistando un punto grazie al 15° posto a Misano, il suo vero primo anno da “titolare” è il 2009 quando l’Ongetta Team I.S.P.A lo ingaggia mettendogli in mano un’Aprilia RS 125 R sempre nella classe di minor cilindrata: una seconda posizione in Francia, 73 punti in classifica e 12° nella classifica finale.

Per la prima vittoria deve però attendere il 2011 quando, sempre con un’Aprilia ma del team Red Bull Ajo MotorSport, a Silverstone riesce a tagliare per primo il traguardo davanti al suo attuale compagno di squadra Johann Zarco e allo spagnolo Hector Faubel. Da lì rimane altri due anni nella classe di minor cilindrata del Motomondiale, diventata nel frattempo Moto3, con molti alti e bassi: un solo successo (a Brno nel 2012) e altri 7 podi, ma anche tanti ritiri, tante cadute e, prima per una mononucleosi infettiva e poi una frattura al polso, diversi GP saltati.

Una Moto2 tra alti e bassi.

Nel 2014 arriva poi il salto di categoria e passa in Moto2 alla guida della Kalex del team AGR. La sua prima stagione nella classe di mezzo non è esaltante: solo due terzi posti (Jerez e Mugello) e termina la stagione in quindicesima posizione con 63 punti. L’anno seguente, sempre con lo stesso team, riesce a migliorare il suo bottino centrando due vittorie (Qatar e Spagna) e qualche podio. Nel 2016 passa al team Dynavolt Intact GP e ottiene una vittoria in Repubblica Ceca, due secondi posti (Spagna e Germania) e due terzi posti (Argentina e Malesia) terminando la stagione al 7° posto con 167 punti, lontanissimo dal dominatore della Moto2 Johann Zarco.

La scommessa (già vinta) della Tech 3.

Quest’anno però la Monster Yamaha Tech 3 decide di affidargli una M1, proprio al fianco del campione della classe di mezzo francese, per sostituire Bradley Smith passato alla KTM. Nei test prestagionali ha subito fatto vedere a suo agio con la nuova cilindrata e piano piano, gara dopo gara, sta dimostrando il suo valore anche in MotoGP, con alti e bassi come sempre nella sua carriera, ma il secondo posto in Germania ha dimostrato che ancora il bavarese può riservare altre sorprese e i suoi margini di miglioramento sono tantissimi. In fondo ad agosto compirà solo 24 anni e la Tech 3 crede in lui tanto da avergli rinnovato già il contratto per un’altra stagione ancor prima dell’incredibile risultato ottenuto al Sachsenring.