Gli anni ottanta per quel che riguarda il mondo delle moto di serie sono stati caratterizzati soprattutto dall’avvento delle case giapponesi che, con modelli sempre più all’avanguardia in fatto di tecnologia e linea avveniristica, hanno sfidato i colossi del Vecchio Continente, giocandosela alla pari soprattutto con gli storici costruttori italiani. Ecco cinque tra le moto che hanno segnato l’intera decade gettando le basi per il futuro delle due ruote.

Cagiva Elefant.

Dato che nel decennio in questione molte case si concentrarono sull’enduro (specialità di notevole successo in quegli anni), non possiamo che cominciare questo nostro piccolo elenco, con quella che probabilmente ebbe maggior fortuna, cioè la Cagiva Elefant.  La moto lanciata dalla casa lombarda nel 1984 in diverse cilindrate fu la crasi tra la parte ciclistica della Cagiva Aletta Rossa e le forme della Elefant 750, protagonista ai tempi nella Parigi-Dakar. I principali elementi che la caratterizzarono furono il raffreddamento a liquido, il monoammortizzatore posteriore, il miscelatore, l'aspirazione lamellare e il freno a disco anteriore forato. Le prestazioni furono poi migliorate nei modelli successivi: prima nella Elefant 2, che poteva raggiungere una velocità di 130 Km/h e poi nella Elefantre.

Cagiva_elefantin foto: Credits: Wikipedia

Suzuki GSX-R.

Nello stesso anno di lancio della Elefant, 1984, la casa giapponese Suzuki produsse l’antesignana delle supersportive dalle elevate prestazioni e dalla linea accattivante, vale a dire la Suzuki Gsx-R. Le versioni di maggior successo della nipponica dalla carenatura bombata e molto avvolgente furono la 750, uscita nel 1985, con 106 cavalli di potenza e un motore con raffreddamento misto (aria e olio), e la 1100, con 130 cv e una spinta impressionante che la rese molto veloce ma altrettanto difficile da guidare. La serie continuò la sua produzione con altri modelli: tra cui la 1000, lanciata nel 2001, che diede i migliori risultati in termini di marketing e di vendite a livello globale.

GSX-R750

Honda VFR 750.

In questo breve elenco delle due ruote simbolo degli anni 80 non può mancare la Honda VFR 750, cioè la prima sport tourer della storia. La moto capace di unire alte prestazioni alla comodità di guida tipica delle turistiche fu messa in commercio nel 1986 e, nonostante qualche difetto (consumi molto elevati), fu subito molto apprezzata dagli appassionati grazie alla bella linea derivata dal mondo del racing, a una carrozzeria monocromatica, alla spinta dei 105 cv e a un impianto di raffreddamento potenziato.

honda vfr750

Yamaha FZR 1000.

Rimanendo sempre alla produzione giapponese non possiamo non menzionare la Yamaha FZR 1000, considerata dagli esperti “la moto del decennio”. Nella prima versione, lanciata nel 1987, e conosciuta come Genesis, la casa nipponica riuscì ad unire la bellezza del design e delle linee, a prestazioni straordinarie figlie di un potente motore a quattro cilindri raffreddato ad acqua. Nella seconda versione, nota come Exup, venne poi introdotta proprio la valvola exup allo scarico che migliorò ulteriormente le già notevoli prestazioni del motore, permettendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2,9 secondi e una velocità di punta di 270 km/h.

Yamaha-FZR1000

Ducati 851.

Nel frattempo anche la Ducati non stette a guardare e nel 1985 mise in commercio la 750 F1, versione “stradale” della 750 TT1 utilizzata nelle competizioni sportive. L’evoluzione di questa moto fu la Bimota DB1, uscita alla fine dello stesso anno, grazie alla collaborazione tra i fratelli Castiglioni (fondatori della Cagiva e da quell’anno proprietari della Ducati) e la casa riminese, che grazie al successo sul mercato di questo modello riuscì ad uscire dall’amministrazione controllata in cui era finita dal 1984. Ma il fiore all’occhiello della produzione della casa di Borgo Panigale negli anni ‘80 fu probabilmente la Ducati 851, dotata di un motore a 4 tempi con distribuzione desmodromica (la valvola viene controllata non solo nell'azionamento, ma anche nel richiamo) raffreddato esclusivamente a liquido. In sella a questo gioiello il francese Roche nel 1990 conquistò il primo titolo iridato piloti nel Campionato Mondiale Superbike per la Ducati.

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