in foto: Villeneuve alla 500 Miglia di Indianpolis

L'annuncio di Fernando Alonso ha scosso il mondo del motorsport: lo spagnolo parteciperà alla prossima edizione della 500 Miglia di Indianapolis rinunciando così al Gran Premio di Montecarlo, uno dei più caratteristici dell'intera stagione. La Formula 1 non era più abituata a situazioni del genere, ma in passato è successo spesso che i piloti impegnati nel mondiale ci cimentassero in una delle gare più affascinanti di sempre.

Il primo a riuscirci.

Il primo a provare l'ebbrezza di correre sulla mitica pista americana fu Jim Clark: divenuto campione del mondo in Formula 1 nel 1963 grazie alla Lotus, due anni dopo fece una scelta identica a quello dello spagnolo della McLaren. Rinunciò al Gran Premio di Montecarlo e volò negli Stati Uniti per disputare la 500 Miglia di Indianapolis: la scelta pagò tanto che riuscì a tagliare il traguardo per primo portandosi a casa la vittoria. Tornato in Europa riprese a correre nel mondiale, conquistando il suo secondo titolo iridato: ad oggi è l'unico pilota capace di portare a casa, nello stesso anno, entrambi i riconoscimenti.

Jim Clark – Getty Imagesin foto: Jim Clark – Getty Images

L'unico ad aver centrato la Triple Crown.

Se l'inglese Jim Clark è il primo campione del mondo di F1 ad avere trionfato Oltreoceano, il più famoso è senza Graham Hill. E' lui l'obiettivo dichiarato di Fernando Alonso, l'unico ad aver ottenuto la Triple Crown, il riconoscimento statistico che spetta al pilota in grado di vincere assegnato al pilota che nella carriera agonistica ha vinto il Gran Premio di Monaco (o il Campionato del Mondo di Formula 1), la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans. Una vittoria rocambolesca la sua, con il ritiro del leader Jackie Stewart quando mancavano appena 10 giri alla fine, ma che permise al pilota britannico di centrare il record tutt'ora imbattuto.

Prima la Indy, poi la Formula 1.

Se nei due casi precedenti Clark e Hill si affacciarono alla corsa americana dopo aver conquistato il titolo in Formula 1, c'è anche chi ha fatto il percorso inverso. Si tratta di Mario Andretti, pilota italo-americano considerato un vero e proprio tuttofare del motorsport proprio per la sua versatilità nel campo automobilistico. L'affermazione del pilota alla 500 Miglia di Indianapolis risale al 1969, al quinto tentativo. Un trionfo che porterà notorietà e visibilità tanto da convincerlo a fare il grande passo sbarcando in Europa già l'anno seguente dove conquistò il 3° posto in Spagna. Per il titolo, però, dovette aspettare il 1978 quando riuscì a conquistare l'iride con la Lotus.

Mario Andretti – Getty Imagesin foto: Mario Andretti – Getty Images

Il doppio campione brasiliano.

Due campionati del mondo di Formula 1 e due affermazioni alla 500 Miglia di Indianapolis: Emerson Fittipaldi è forse il pilota che meglio di tutti gli altri può capire le motivazioni che spingono Fernando Alonso a varcare l'Oceano pur di non sentirsi già in pensione. Campione del mondo con la Lotus prima e con la McLaren poi, il brasiliano decise di tornare a gareggiare dopo essersi ritirato dalla Formula 1: una scelta coraggiosa e vincente visto che nel 1989 arrivò la prima affermazione a Indianapolis, bissata poi nel 1993 quando riuscì a battere Nigel Mansell, fresco di titolo in Formula 1.

Emerson Fittipaldi – Getty Imagesin foto: Emerson Fittipaldi – Getty Images

Jacques Villeneuve e quella Triple Crown sfiorata.

La vittoria della 500 Miglia di Indianapolis fu, per Jacques Villeneuve, il biglietto da visita per la Formula 1. Il canadese riuscì a vincere la corsa americana – e il campionato CART – nel 1995, schiudendo così le porte del circus al suo ingresso. Nel 1997, poi, portò a casa anche il titolo mondiale di Formula 1 battendo Michael Schumacher nella decisiva gara di Jerez de la Frontera. Villeneuve è anche il pilota ad essere andato più vicino ad eguagliare il record di Graham Hill: nel 1998, infatti, arrivò 2° alla 24 Ore di Le Mans sfiorando così la Triple Crown.