Il mondo del motorsport e non solo si stringe nel profondo cordoglio per la scomparsa di Nicky Hayden. Il pilota statunitense delle Superbike e campione del mondo MotoGp 2006 si è spento ieri pomeriggio all’ospedale Bufalini di Cesena dove era ricoverato da mercoledì, giorno del terribile incidente sulle strade di Misano Adriatico dove è stato travolto da un’auto durante un allenamento in bici. Dopo l’impatto le condizioni di Nicky sono apparse subito gravissime e a nulla è valsa la corsa al pronto soccorso di Rimini né il trasferimento in codice rosso al Trauma Center del Bufalini: il gravissimo danno cerebrale dovuto al vasto ematoma intracranico non a permesso ai medici di tentare l’intervento chirurgico e Nicky si è spento in silenzio, circondato dall’affetto della mamma Rose e del fratello Tommy, che dagli Usa hanno raggiunto l’Italia, della fidanzata Jackie che avrebbe dovuto sposare in estate e i tanti colleghi e amici che nelle ultime ore hanno mostrato tutta loro vicinanza alla famiglia di Hayden.

in foto: Andrea Dovizioso e quel tattoo fatto dopo la morte di Simoncelli / Instagram

Dovizioso: “Era easy, sorridente. Andava d’accordo con tutti”.

Tra questi anche Andrea Dovizioso, ex compagno di squadra di Hayden nel 2013, primo anno in Ducati per il forlivese e ultimo per Nicky, anche se quando si erano ritrovati a dividere il box i due si conoscevano già da una decina di anni. “Andammo insieme a un evento a Motegi, e lì ho avuto modo di conoscerlo e di farmi l’idea di che persona fosse – le parole di Dovizioso alla Gazzetta dello Sport – anche se a quei tempi con quell’accento del Kentucky non si capiva una parola di quel che diceva. Ma l’idea positiva che mi ero comunque fatto di lui è migliorata con gli anni. Nicky era uno easy, sorridente, amichevole. Non cercava rogne, andava d’accordo con tutti. Era prima di tutto un appassionato di moto. Non gli interessavano gli aspetti “politici”, come invece succede ad altri in questo ambiente. Poi in pista era un combattente. A livello di talento gli mancava forse qualcosa per essere un grandissimo, eppure ci ha lavorato su ed è riuscito a vincere un Mondiale. Tanto di cappello”.

“Solo il destino conosce la fine del mio cammino”.

Per quanto le notizie sulle sue condizioni fossero disperate, la notizia della morte ha squarciato il cuore di tutti coloro che conoscevano Hayden e dello stesso Dovizioso che in un toccante messaggio su Instagram ha fatto riferimento al tatuaggio fatto dopo la tragedia di Marco Simoncelli. A sei anni dalla scomparsa del Sic, quella stessa frase “Sono Padrone del mio destino, ma solo il destino conosce la fine del mio cammino” si arricchisce di un ulteriore profondo significato davanti alla scomparsa di Nicky. “Ho fatto questo tatuaggio dopo la morte di Marco. Oggi, dopo sei anni e dopo quello che è successo a Nicky, la mia opinione sulla vita, sul suo percorso, sul nostro immenso e meraviglioso potere di cambiarla, indirizzarla, stravolgerla e, allo stesso tempo, la mia consapevolezza della nostra impotenza davanti alla fine, si confermano”.

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Quella volta che si mise a ballare con Alonso.

“Un saluto amico mio e compagno, un abbraccio alla tua famiglia e ai tuoi amici” aggiunge Dovizioso che nell’elaborare il lutto, ha ricordato uno dei momenti più belli vissuti insieme. “Era il gennaio del 2013, a un evento in un rifugio a Madonna di Campiglio. Con noi c’era Fernando Alonso, lui e Nicky si conoscevano bene. Nel programma c’era un balletto tipico. Ad un certo punto Nicky e Fernando si sono messi a ballare in mezzo ai danzatori. Ci hanno fatto ‘spataccare’ dal ridere”. Proprio Alonso, impegnato alla 500 Miglia di Indianapolis che lo terrà lontano dalle piste di Formula 1 nel fine settimana di Monaco, ha dedicato il suo casco ad Hayden e un pensiero per lo sfortunato collega: “Uno degli uomini più belli che mai incontrato nel mondo delle corse. RIP Nicky” .

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