Un pilota Ferrari sul gradino più alto del podio in Formula 1. La vittoria di Sebastian Vettel nel Gran Premio d’Australia, primo appuntamento che apre il nuovo Campionato Mondiale, ha messo fine a un digiuno che durava da oltre un anno e mezzo, più precisamente dal 20 settembre 2015, quando lo stesso pilota tedesco portò il Cavallino al successo nel GP di Singapore.

Pole di Vettel, Mercedes al palo.

In quell’occasione Seb, approfittando dello scarso feeling delle Mercedes con il tracciato asiatico, partì in pole position davanti alla Red Bull di Daniel Ricciardo e al compagno di scuderia Kimi Raikkonen. Al semaforo tutte le posizioni di testa vennero mantenute invariate: il campione di Heppenheim riuscì a mantenere la testa della gara, seguito nell’ordine dall’australiano, dall’altro ferrarista, da Daniil Kvjat e dalle Mercedes mentre il giovanissimo Verstappen accusò problemi alla sua Toro Rosso venendo così superato da tutto il gruppo.

La Virtual Safety Car  favorisce la rimonta Mercedes.

Poco o niente succede fino ai cambi gomme, quando Felipe Massa in uscita dalla pit-lane colpisce la Force India di Nico Hülkenberg facendolo uscire di pista e colpire le barriere, costringendo così il pilota teutonico al ritiro. Ecco allora la Virtual Safety Car che stravolge tutto: ad avvantaggiarsi coloro che ancora non avevano effettuato la sosta ai box. Così le due Mecedes sopravanzarono Kvjat e si portarono alle spalle di Raikkonen.

La Mercedes abbandona Hamilton.

Dopo ulteriori 3 giri entrò poi in pista la Safety Car per consentire la pulizia della pista con maggiore sicurezza. Quando si ripartì i primi tre, Vettel, Ricciardo e Räikkönen, allungarono sul resto del gruppo, mentre Lewis Hamilton, quarto, dopo un primo momento in cui sembrava in grado di ricucire lo strappo, accusò una perdita di potenza della sua Mercedes che alla trentatreesima tornata lo costrinse al ritiro.

L’invasione di pista.

Al giro 37 altro colpo di scena: uno spettatore entra in pista per pochi secondi costringendo la direzione di gara a mandare nuovamente in pista la vettura di sicurezza.  E così nuovo cambio gomme di massa per tutti i piloti di testa. Alla ripartenza le posizioni sono invariate: Vettel precede Ricciardo, Räikkönen, Rosberg, Bottas, Kvjat e Pérez. Ad animare gli ultimi giri fu il giovane Verstappen, autore di una grande rimonta, che decise di non lasciare strada al compagno di squadra Sainz, non rispettando gli ordini di scuderia.

Un digiuno lungo 551 giorni.

Nulla cambiò fino al traguardo. Sebastian Vettel vinse la terza gara dell'anno, conquistando il terzo successo con la Ferrari, imponendosi per la quarta volta sul tracciato di Singapore (uno dei suoi preferiti). Da lì poi arrivò l’inaspettato lungo digiuno sia per lui che per la casa di Maranello durato ben 551 giorni. Quasi due anni prima che il binomio Vettel-Ferrari riuscisse a riposizionarsi davanti a tutti nel primo GP della stagione 2017, a Melbourne, nel Gran Premio d’Australia.