Il ritorno della Formula 1 in Europa segna l'inizio della stagione vera e propria: l'appuntamento con il circuito del Montmelò, infatti, nella storia del circus coincide con l'arrivo dei primi aggiornamenti, correttivi che le scuderie utilizzano per rimediare a un avvio da dimenticare o, come nel caso della Ferrari quest'anno, per cercare di allungare sui diretti rivali. In Spagna la lotta per la vittoria dovrebbe essere ancora un affare tra la Rossa di Maranello e le Frecce d'argento di Brackley, ma la storia insegna che, soprattutto in Catalogna, la sorpresa è dietro l'angolo. Spesso, infatti, la corsa spagnola ha riservato colpi di scena degni di un grande regista.

L'impresa di Schumacher con il cambio rotto.

Quella che scende in pista al Montmelò nel 1994 è una Formula 1 ancora scossa dalla morte di Ayrton Senna che, venti giorni prima, perdendo il controllo della sua Williams alla curva del Tamburello ad Imola, aveva perso la vita. In un clima surreale è Schumacher, vincitore delle prime quattro gare della stagione, a presentarsi al via con i favori del pronostico: la sua Benetton sembra invincibile, il pokerissimo pare già essere servito. Il tedesco scatta dalla pole position, ma Damon Hill sembra voler vendere cara la pelle: i due duellano fino a quando la vettura di Schumacher accusa un problema al cambio. Il ritiro sembra scontato, ma il pilota della Benetton non ci sta continuando a girare con il cambio bloccato in quinta marcia e adattando il suo stile di guida alla situazione. Non arriva la vittoria, ma quella in Spagna, con il secondo posto conquistato, rimane una delle più grandi imprese di Schumacher in Formula 1.

Michael Schumacher sul podio nel 1994 – Getty Imagesin foto: Michael Schumacher sul podio nel 1994 – Getty Images

Il poker del sette volte campione del mondo.

Dopo l'appuntamento mancato con la prima vittoria in terra catalana, nel 1996 arriverà il successo per Schumacher a bordo della Ferrari. L'impresa, però, il sette volte campione del mondo la firma ne successivi anni, precisamente dal 2001 al 2004 quando in quattro edizioni riesce a portare a casa altrettante vittorie: nessuno aveva mai chiuso davanti a tutti così tante volte nella storia del Montmelò. Un dominio netto, che non ammette repliche e che certifica il dominio del sette volte campione: sono anni in cui la Ferrari non sembra avere rivali. Nel 2001 fu merito soprattutto del ritiro di Mika Hakkinen, tradito dal motore della sua McLaren all'ultimo giro mentre nel 2003 solo un giovane Fernando Alonso riuscì a non prendere un distacco abissale, ma poco può contro la forza del pilota di Maranello che, grazie a quel poker, e alle due vittorie nel '95 e nel '96, è ancora oggi il pilota più vincente nella storia del Gp di Spagna.

Fisichella, l'ultimo italiano a podio in Spagna.

Se Michael Schumacher ha rappresentato per anni la certezza, non sono di certo mancate le sorprese a rendere spettacolare uno dei Gran Premi più incerti della Formula 1. Il 2006 vive proprio di questo dualismo: da una parte il tedesco della Ferrari a cercare l'acuto in quello che poi sarà il suo ultimo anno nel circus  – prima del grande ritorno con la Mercedes – dall'altra il nuovo che risorge con la Renault, proprio la scuderia dei primi successi del tedesco, a contendergli la vittoria. Le vetture di Alonso e Fisichella scattano bene e rimangono in testa fino al pit stop: le Renaulti sembrano essere più forti con lo spagnolo che chiude davanti al tedesco e l'italiano a prendersi il terzo posto: è lui l'ultimo pilota del Belpaese a finire sul podio nella gara spagnola.

Fisichella sul podio in Spagna – Getty Imagesin foto: Fisichella sul podio in Spagna – Getty Images

Sorpresa Maldonado, unico venezuelano a vincere un GP.

L'edizione più sorprendente del Gran Premio di Spagna, però, è sicuramente quella 2012. Quinta gara della stagione, nelle prime quattro gare si sono alternati sul gradino più alto del podio Button, Alonso, Rosberg e Vettel; sembra difficile che non sia uno dei magnifici quattro a prendersi la vittoria, ma quasi dal nulla spunta Pastor Maldonado che parte in pole position, grazie ai guai di Hamilton con la benzina, e gara. Il pilota della William diventa così il quinto vincitore stagionale e il primo venezuelano a trionfare in un Gran Premio di Formula 1.

Pastor Maldonado vince il GP di Spagna nel 2012 – Getty Imagesin foto: Pastor Maldonado vince il GP di Spagna nel 2012 – Getty Images

Il suicidio Mercedes spiana la strada al record di Verstappen.

L'ultima edizione, quella corsa nel 2016, è anche quella che passerà alla storia per aver visto il più giovane pilota di Formula 1 a vincere un Gran Premio. Una gara segnata fin dal primo giro: la rivalità tra Hamilton e Rosberg è già ai massimi livelli e i due lo dimostrano in pista con un suicidio sportivo senza precedenti. Le Mercedes partono forte, ma nessuno dei due è disposto a lasciare strada tanto che le due monoposto si toccano finendo entrambe nella ghiaia. Sembra l'occasione giusta per la doppietta Ferrari, ma è Max Verstappen, appena promosso in Red Bull dopo il disastro russo di Daniil Kvyat, a prendersi la luce dei riflettori andando a vincere proprio davanti alle due Rosse che devono accontentarsi del secondo e del terzo posto. Il figlio d'arte conquista prima vittoria in Formula 1 e record: è lui il più giovane vincitore di sempre di un Gran Premio, un record ancora imbattuto e destinato a durare ancora per molti anni.