in foto: Sebastian Vettel sul podio del Gran Premio di Cina – Getty Images

Tre indizi non sono più una coincidenza. Il confronto dei tempi e degli andamenti delle qualifiche e delle gare nei primi tre gran premi della stagione evidenziano un dato chiaro: rispetto al 2016, sul giro secco la Ferrari ha recuperato mezzo secondo sulle Mercedes. E sul passo gara, a parità di gomme, gira sugli stessi ritmi delle Frecce d'Argento.

GP Australia: il bottone magico in Q3 non fa più paura.

L'anno scorso, a Melbourne, Hamilton ha centrato la pole numero 50 e migliorato i suoi tempi di un paio di secondi rispetto al 2015. La Ferrari si avvicina alle Frecce d'Argento soprattutto in Q1 in Q2 ma paga il boost nell'ultimo stint. La media complessiva dei tempi segnalava comunque un avvicinamento di tre decimi rispetto allo stesso GP del 2015, anche se il gap si mantiene fra i 7 decimi della Q2 e il secondo e sei decimi della Q1.

Il secondo stint, con le supersoft, si conferma il migliore per le Ferrari anche nel 2017. Con i nuovi regolamenti, i tempi della Q3 si abbassano di oltre un paio di secondi e le Rosse accorciano di quattro decimi, bottone magico o no, rispetto alle Frecce d'Argento. La media complessiva dei tempi delle Mercedes, 1.22.335, valgono un miglioramento di quasi un secondo e sette decimi rispetto al 2016. Ma la Ferrari in dodici mesi rispetto alla media dei tempi di dodici mesi prima recupera più di due secondi. È una prima importante conferma, dopo le libere incoraggianti ma con l'incertezza su carichi di benzina e mappature: la Mercedes è attaccabile, la Ferrari è nata bene. E la prima impressione non sarà smentita.

GP Australia, che differenza in gara!

Anche nel 2016, però, la gara aveva dato illusori segnali sulla SF16H, dopo l'ottima partenza di Raikkonen e Vettel e la capacità del tedesco di colmare il gap da Hamilton, per il degrado delle medie montate dal campione del mondo, oltre il 50mo giro, fino ad arrivare in zona DRS e all'errore finale in staccata. Tuttavia, a parità di mescole, con le supersoft in gara le Rosse perdono oltre due decimi in ciascuno dei tre settori. E quando Rosberg monta le soft, i tempi si equivalgono: con lo stesso carico di carburante, dunque, la W07 Hybrid può cancellare il gap di prestazioni dovuto alla mescola, come dimostrano anche i soli sette decimi guadagnati da Vettel tra il 20mo e il 34mo giro su Rosberg.

Il primo gran premio della stagione 2017 cambia lo scenario. Hamilton ha paura del degrado delle gomme, su un circuito dal degrado in teoria meno pesante sui nuovi pneumatici, e della Ferrari. Il primo successo di Vettel è figlio di una SF70H che in gara raggiunge punte di rendimento migliori delle Frecce d'Argento: nonostante gli 8 chilometri orari in meno allo speed trap, la media dei giri veloci durante il GP registra un vantaggio di due decimi per il tedesco e Raikkonen. Decisivo il primo stint, i primi 13 giri: Hamilton si mantiene sul piede dell'1.28 basso, Vettel con la soft fa registrare un tempo medio sul giro di 1.27.8 e procede per sei giri entro l'1.28.5 dopo il pit stop anticipato del britannico. La Ferrari sembra aver risolto le difficoltà di trazione e il passo più corto ha messo in mano ai piloti una vettura più maneggevole su un circuito stretto e veloce.

Confronto Ferrari–Mercedes 2016–17 (tempi in secondi) in Australia. Q1, Q2,Q3: media dei tempi negli stint in qualifica. GVG: media dei giri più veloci in garain foto: Confronto Ferrari–Mercedes 2016–17 (tempi in secondi) in Australia. Q1, Q2,Q3: media dei tempi negli stint in qualifica. GVG: media dei giri più veloci in gara

Cina, mezzo secondo ripreso in qualifica.

Nel sabato di Shanghai di un anno fa, la Ferrari perde otto decimi fra Q2 e Q3 contro il solo Rosberg che firma il suo capolavoro con le Soft nel secondo stint mentre Hamilton parte in coda tradito dal cambio e dal motore. La power unit, però, non spinge le Ferrari fino al sorpasso e il clipping, la perdita di giri del motore, fa perdere a Vettel e Raikkonen fino a 6 kmh alla fine del rettilineo. Anche se Iceman rimpiange quel suo ultimo giro lanciato in cui mantiene un decimo di vantaggio su Rosberg nei primi due settori ma va lunghissimo al tornantino.

Dodici mesi dopo, come in Australia, lo scenario cambia. Fra Q2 e Q3, bottone magico o no, le Mercedes guadagnanano tre decimi rispetto alle Ferrari. Ma i 186 millesimi fra Hamilton e Vettel danno la misura del talento del britannico sul giro secco e dei progressi di una Ferrari che in qualifica in un anno, complice il nuovo regolamento, ha recuperato mezzo secondo in qualifica alle Frecce d'Argento. Valori che il confronto fra le due gare in Cina conferma in pieno.

Cina, dal rischio estremo al controllo in gara.

Un anno fa, l'incidente alla prima curva fra Vettel e Raikkonen penalizza la Rossa a Shanghai. Rosberg e Hamilton sono gli unici a girare sotto l'1.41 con le medie. Il tedesco, che ha il secondo miglior tempo in gara con le Soft, fatica con le Supersoft che si surriscaldano per le alte pressioni imposte da Pirelli. La Ferrari cerca strategie più aggressive, Vettel è l'unico top driver a percorrere due stint in gara con le Supersoft sia in Cina sia in Australia, ma la superiorità delle Frecce d'Argento con le medie fa risparmiare soste ai box e mette in crisi il Cavallino, anche se in termini di giri più veloci in gara le medie delle Rosse e delle Mercedes praticamente si equivalgono.

Sono proprio le gomme che scrivono una storia diversa quest'anno. Al netto di un miglioramento delle prestazioni di cinque secondi al giro, i valori restano vicini in termini di punte di rendimento la domenica. Il Cavallino rischia chiamando ai box Vettel per montare le soft dopo l'incidente di Stroll: dopo 3 giri Vettel è indietro di 18 secondi, a Hamilton ne mancano tre per evitare l'udnercut, ma il britannico in quel primissimo passaggio ne perde due solo nell'ultimo settore. La safety car per lo schianto di Giovinazzi vanifica tutto. Vettel si ritrova dietro alle Mercedes, alle Red Bull e al compagno di squadra e tra il 10mo e il 20mo passaggio perde mezzo secondo a giro ma, dopo il sorpasso su Ricciardo, gira sui tempi di Hamilton che accelera verso il giro 29 prima del pit stop, Il tedesco, con gomme molto degradate anche per aver girato a lungo nel traffico, si rivela anche migliore del britannico nel secondo stint, con pneumatici nuovi e pista libera per entrambi. Ma naturalmente, in questa fase Hamilton non ha bisogno di spingere al massimo. Ma il dato è chiaro: a parità di condizioni, anche il degrado delle gomme sulla SF70H e la W08 è praticamente identico. Il Cavallino può sorridere.

Confronto Ferrari–Mercedes 2016–2017 (tempi espressi in secondi) nel GP di Cinain foto: Confronto Ferrari–Mercedes 2016–2017 (tempi espressi in secondi) nel GP di Cina

Bahrain, Frecce d'Argento di nuovo imprendibili in Q3.

Sakhir, circuito che Pirelli sceglie per i test di inizio stagione, conferma lo scenario nel 2016. La Ferrari non migliora fra Q2 e Q3, la Mercedes nell'ultimo stint abbassa i tempi di otto decimi. Hamilton, in pole un anno fa, viene sorpreso lo scorso weekend da Bottas, per la prima volta davanti a tutti in griglia in carriera. Il britannico non mette insieme un giro perfetto, ma sommando i suoi intertempi migliori nei tre settori avrebbe battuto il compagno di squadra. Le Ferrari, però, vedono aumentare il distacco chilometrico dalle Frecce d'Argento che abbassano di nuovo di 7 decimi i tempi fra Q2 e Q3 pur in presenza di un gap allo speed trap (prima della curva 11) di soli 4 kmh.

Bahrain, in gara lo scenario cambia.

In gara, l'anno scorso, le Mercedes passeggiano. Vettel esce per la rottura della turbina nel giro di ricognizione, Raikkonen rimane invischiato nel traffico. Rosberg, col nuovo softwaree della frizione parte meglio e fa il vuoto nel primo stint con le supersoft usate in Q2: considerando la media dei tempi, di 9 decimi rispetto a Raikkonen e di 1.2 secondi nei confronti di Hamilton. Il tedesco non spinge al massimo nel secondo stint, con le soft nuove, e Raikkonen con le stesse mescole perde un paio di decimi di media ma fa registrare il giro più veloce in questa fase, 3 decimi meglio di Rosberg. Il cambio di strategia di Hamilton, che passa a una strategia a tre soste non trovando vantaggio con le medie, cambia l'orizzonte della gara. Raikkonen, veloce all'inizio del terzo stint con le supersoft, mantiene un passo superiore, come media dei tempi, di 3 decimi su Rosberg e 7 su Hamilton. Ma nell'ulima parte di gara Rosberg, che non soffre alcun decadimento degli pneumatici e con la mappatura boost, apre un divario di quasi un secondo al giro rispetto al finlandese.

Confronto Ferrari–Mercedes 2016–2017 (tempi espressi in secondi) in Bahreinin foto: Confronto Ferrari–Mercedes 2016–2017 (tempi espressi in secondi) in Bahrein

Uno scenario che la domenica di Pasqua e di risurrezione della SF70H si incarica, un anno dopo, di stravolgere. Vettel fa la differenza con le Supersoft, anche per le temperature basse dell'asfalto. Bottas, partito con pressioni alrtissime delle gomme, resta avanri ma non stacca il tedesco che si ferma in anticipo al giro 10 e sceglie le Supersoft nuove. La penalità di Hamilton e il ritardo nel pit stop di Bottas in regime di safety car favoriscono Vettel, il più veloce di tutti nel secondo stint anche se Hamilton dimostra di saper portare sugli stessi tempi la W08 con le soft. Il britannico è il più veloce, a parità di mescole, nell'ultima parte di gara, ma la costanza di Vettel è il terzo indizio che fa una provsa. Il salto di qualità, sul giro secco e sul passo gara c'è e si vede. E chi ben comincia…