"Grazie, oggi la macchina è stato un piacere". Il messaggio finale di Vettel certifica un successo di tutti. Un trionfo dei tecnici, delle strategie e di Sebastian Vettel che diventa il più vincente di sempre a Sakhir. Il secondo successo stagionale, il terzo in carriera in Bahrain, il 44mo in assoluto, rilancia la lotta con Hamilton, secondo, che ha pagato i 5 secondi di penalità per aver ritardato ai box Ricciardo. Bottas, terzo e all'undicesimo podio in carriera, tiene dietro un Raikkonen più spento con le supersoft. Il finlandese della Ferrari deve accontentarsi del 23mo quarto posto in F1, a tre lunghezze dall'amaro record di medaglie di legno (le 26 di Alonso e Berger). Solo quinto Ricciardo, che salva l'onore della Red Bull davanti a Massa. Il brasiliano non va oltre il sesto posto, regalo un po' modesto per il 75mo compleanno di Sir Frank Williams, che si accompagna al terzo ritiro di  fila di Stroll. A punti anche Perez, dopo una rimonta da applausi, Grosjean, solidissimo per tutto il weekend, Hulkenberg e Ocon, che chiude decimo per la terza volta su tre gare e conquista il terzo punto in carriera.

Vettel, gran partenza.

In partenza lo spunto migliore è di Vettel, che brucia Hamilton, cui gli ingegneri sottolineano la presenza di vento contrario alla prima curva, che paga anche le troppe correzioni di volante sul lato sporco della pista. Buono lo spunto di Verstappen, meno la generosità di Kvyat che scivola 18mo nel tentativo di ritardare la staccata e superare il compagno di squadra all'esterno. Chi recupera più posizioni, però, dopo tre giri è Perez, da 18mo a 13mo, insieme a Ocon e Sainz, rispettivamente decimo e undicesimo.

La Ferrari mostra un'aerodinamica evidentemente efficiente, Vettel resta in scia di Bottas con un distacco all'interno del margine per l'uso del DRS, senza soffrire di degrado delle gomme o di vortici nel flusso d'aria al posteriore. Se il tedesco, bravo a frenare tardi alla prima curva assecondando una delle caratteristiche che segnano la differenza della Ferrari del settantesimo anniversario, da cui Allison si è voluto distaccare, rispetto alla SF16H. Raikkonen, invece, su un circuito in cui si è sempre espresso bene, va largo all'ultima curva e viene scavalcato anche da Massa ma recupera la posizione dopo sette giri alla prima staccata. Vettel intanto si comincia a far vedere all'esterno della curva 4 negli specchietti di Bottas, che ha qualche problema, di poco conto, di surriscaldamento.

In assetto gara, e si è visto anche dal venerdì, la Ferrari è più che competitiva, è capace di girare sugli stessi tempi delle Frecce d'Argento e anche più forte. Manca ancora qualcosa in qualifica, il set up estremo delle Mercedes in Q3 fa ancora la differenza, ma il Mondiale 2017 si apre a una storia decisamente più aperti rispetto allo sviluppo dell'era ibrida. "Mi piace che ci sia lotta" diceva Toto Wolff alla vigilia della gara, "certo alla fine vincere mi piace di più". Per la prima volta, però, dall'introduzione delle nuove power unit la vittoria non è così scontata.

Safety car e giallo Hamilton.

Il primo che si ferma ai box Stroll, che fa una scelta di lungo periodo e opta per le morbide. Bottas, pur con una pressione troppo alta alle gomme posteriori, e Vettel si staccano. Hamilton non riesce a fare la differenza, tanto che Verstappen gira sugli stessi tempi ma non guadagna abbastanza da attaccarlo. Nell'articolazione delle strategie, la Ferrari anticipa la sosta e cambia la strategia, passando alle due soste. Vettel si ferma al giro 11, conferma le supersoft e tenta l'undercut. "Dovremmo fare come la Ferrari" dice Verstappen via radio e il team esegue. Ma alla curva 4, con le gomme fredde, blocca l'anteriore destro e va lungo per la rottura del disco del freno anteriore sinistro. Si arrende così al secondo ritiro nelle ultime 18 gare, il nono in carriera.

La scelta però viene vanificata dall'incidente fra Sainz e Stroll che sperona il canadese, sfortunato stavolta più ancora che in Cina dove era chiaro che avesse stretto troppo e tardi su Perez, e porta all'ingresso della safety car. Si fermano Bottas e Hamilton, che ostacola Ricciardo e per questo viene penalizzato di cinque secondi. L'australiano comunque guadagna una posizione rispetto al britannico (entrambi comunque montano le soft con l'obiettivo di arrivare a fine gara). Vettel, in testa per l'80ma gara, porta comunque una Ferrari in testa per l'ottavo anno a Sakhir, e rende il Cavallino la prima scuderia al comando per almeno 14 mila giri in F1. Il tedesco, migliore di Bottas con le mescole più morbide in tutti i tre settori del tracciato, però allunga.

Bottas, ordine di scuderia?

Alla ripartenza, Vettel si porta troppo all'interno alla curva 1 e deve ricorrere a tutta l'esperienza nel duello muscolare non "drogato" dal DRS per tener dietro Bottas mentre Hamilton brucia Ricciardo sul rettilineo. "Le gomme vedrai che andranno bene" gli dicono via radio, ma non è così tanto rassicurante.

Alle difficoltà della red Bull si accompagnano le buone prestazioni, come già in qualifica, dei due piloti Renault per la prima volta in top 10 in griglia dal ritorno in F1 del team. E la condotta brillante di Massa, che giustifica in pieno la scelta di Claire Williams di creare una squadra con una differenza di età e di esperienza così alta fra i due piloti dopo aver discusso a lungo, raccontava al sito della F1, ogni singola clausola per il passaggio di Bottas in Mercedes.

Proprio il finlandese, che comunque perde anche più di mezzo secondo a giro e surriscalda troppo i dischi dei freni, viene superato da Hamilton: sorpasso "comandato" dall'alto, vista la penalità al vice campione del mondo?

Vettel la vince ai box.

La Ferrari continua in una gara a due facce. Vettel si avvicina a Hamilton, Raikkonen perde 6-7 decimi a giro, si lamenta di non poter fare molto di più con le supersoft usate e rientra al giro 38 per montare, come da regolamento, le soft. La penalità da scontare alla seconda sosta fa scivolare Hamilton terzo, dietro Vettel e Bottas, staccato di oltre 9 secondi. Pur avendo a disposizione anche un set di supersoft nuove, la Mercedes, sorprendendo anche il britannico, opta per un treno nuovo di soft probabilmente per non rischiare un eccessivo degrado al posteriore in una fase di spinta al massimo per cercare di colmare il gap col compagno di squadra. "E' una decisione basata sui dati" lo rassicurano via radio.

Hamilton stampa una serie di giri record sotto l'1.33 e a 10 giri dalla fine si butta dentro alla curva 13; passa così Bottas e si lancia all'inseguimento di Vettel. "Hai il ritmo per vincerla, questa gara" gli comunicano via radio".

McLaren, ennesimo disastro.

In quello che si può considerare uno dei tre GP di casa per la scuderia, in parte di proprietà barenita, la McLaren continua una tradizione positiva ma non troppo. Ancora in cerca della prima vittoria a Sakhir, il team deve accettare la seconda mancata partenza in tre anni, stavolta per un malfunzionamento improvviso alla power unit di Vandoorne, simile a quello che aveva fermato Alonso nelle libere. L'asturiano è sempre più sconsolato. "Non ho mai guidato con così poca potenza" dice via radio. E non vuole nemmeno saperne delle strategie scelte in relazione alle gomme, fino al ritiro a due giri dalla fine, anche lui proprio per un problema al motore. Che stia già facendo il final countdown per la 500 miglia di Indianapolis?