Una festa di orgoglio e passione. L'orgoglio di Hamilton, campione che cancella i dubbi e centra la sesta vittoria in Canada, la 56ma in carriera, e riduce a 12 il distacco nel Mondiale da Vettel. La Mercedes, che porta almeno un pilota a podio a Montreal dal 2013, festeggia la prima doppietta della stagione. La passione e il sorriso di Ricciardo che chiude col terzo podio consecutivo della stagione, il ventunesimo in carriera.  Ma soprattutto di Vettel, toccato alla prima curva da Verstappen che poi si ritira, straordinario negli ultimi 20 giri, dopo la seconda sosta, e agguanta un quarto posto che vale come una vittoria, davanti alle due Foerce India di Perez e Ocon. Raikkonen è solo settimo, frenato però da un problema ai freni nel finale. In top 10 anche Hulkenberg, Stroll, che si prende una bella rivincita in casa e si prende i primi punti in carriera, e Grosjean. Sull'organizzazione, che ha appena firmato il rinnovo fino al 2029, però pesa la doppia penalità per Kvyat che, scontato un drive-through, si vede assegnare anche 10 secondi sul tempo finale (ma si ritira) perché la prima decisione non era corretta.

Verstappen tocca Vettel in partenza.

Fin troppo scatenata la partenza di Verstappen che si butta dentro alla prima curva, praticamente in slalom fra Bottas e Vettel, che frena di botto e probabilmente qui danneggia l'ala anteriore. Dietro, alla prima chicane, Sainz perde il controllo della vettura e finisce per colpire Massa, costretto all'ottavo ritiro al primo giro, come Martini, Hakkinen, De La Rosa e Hulkenberg. Nel risultante regime di safety car, Grosjean, coinvolto suo malgrado nel testacoda di un troppo irruento Sainz, rientra ai box e cambia l'ala anteriore.

La gara si mette in salita però per la Ferrari. Alla ripartenza, Vettel blocca le ruote e sente aggravarsi in danno all'ala anteriore che lo costringe a rientrare al sesto giro. Ma al nono giro, i problemi si aggravano. "Sento di aver perso qualche pezzo alla curva 3, controllate" implora via radio. Intanto, dietro, Raikkonen perde il controllo della vettura e sfiora le barriere, con Perez che si infila da dietro.

Kvyat, una domenica da dimenticare.

"Devi controllare il ritmo" dicono via radio a Hamilton. A Ricciardo, invece, dicono di accelerare per staccare proprio Perez. Resterà presto l'unico rappresentante della Red Bull. Dura infatti solo dieci giri la speranza di Max Verstappen, che si pianta col motore muto alla curva 3 e si torna in regime di Virtual Safety Car, anche se forse quella reale sarebbe apparsa più appropriata. Gli addetti devono spostare la sua Red Bull indietro verso la curva 1 per toglierla dalla pista.

In questo caotico inizio di gara, mentre Magnussen riesce anche a individuare un cappello Ferrari rimasto sulla pista, Kvyat viene penalizzato con un drive through. Il russo, rimasto piantato con la sua Toro Rosso sulla griglia all'inizio del giro di ricognizione, ha recuperato la sua posizione ma dopo la safety car line. Sconta la penalità al sedicesimo giro e rientra undicesimo, dietro Hulkenberg. Ma, e qui la decisione supera la farsa, viene poi penalizzato di 10 secondi sul tempo di gara perché "la prima penalità non era corretta". Ma intanto il passaggio ai box è già stato scontato. A completare una domenica nera, ci si mettono anche il team che ha problemi con la gomma posteriore destra, e il motore della sua Toro Rosso che fa registrare vibrazioni sospette: il pit stop al 55mo giro dura un'eternità, ma non gli evita il ritiro.

Ferrari, un inizio in salita.

Raikkonen si ferma al diciottesimo giro, e sceglie le Supersoft, con l'evidente intenzione di allungare lo stint centrale dopo il caotico inizio di gara, con una strategia a due soste nelle intenzioni del team. Nella rivincita dei secondi, esultano Perez, invitato a spingere e tirar fuori tutto dalle gomme, Alonso che si ritrova quinto fino al pit stop ma accusa la mancanza di potenza in rettilineo anche per il vento di testa, e Stroll, che cerca riscatto personale e di scuderia nel GP di casa su una Williams che ha presentato un fondo modificato davanti alle ruote posteriori con sei soffiaggi nel bordo d'entrata laterale. Paddy Lowe però punta a migliorare l'efficienza al posteriore per ridurre la carenza di trazione, e ha già programmato la realizzazione di una più leggera scatola del cambio e la sospensione posteriore con un disegno più adatto alle gomme larghe.

Vettel e Raikkonen, che brucia Alonso al 21mo giro, faticano nei primi due settori rispetto alle Frecce d'Argento, anche nei giri migliori perdono rispettivamente tre e quattro decimi nel primo stint. Iceman ha davanti Perez, che ha scelto come lui le Supersoft alla sosta, che dà vita a uno dei duelli più interessanti nella parte centrale di gara ma non riesce a passare Ricciardo che pura monta le Soft, che in teoria hanno un gap superiore al secondo rispetto alle mescole più morbide.

Vettel inizia la rimonta.

Intanto Vettel dietro supera Magnussen (poi penalizzato con 5 secondi per aver superato Vandoorne in regime di VSC) e Stroll e si inserisce nella lotta per il sesto posto. Mentre Alonso si lamenta del team che gli fornisce poche informazioni sui rivali. Ma, commenta via radio, "la Supersoft non deve essere così valida" visto che Raikkonen non lo stacca così velocemente e Vettel gli recupera terreno più lentamente del previsto. Ma il sorpasso arriva comunque.

Hamilton, che molta le Supersoft, è l'ultimo dei top driver a fermarsi, al giro 33. Evidentemente la mescola garantisce in ogni caso costanza ed efficienza anche quando è molto usata, rendendo superfluo per i top team un treno di Soft, sulla carta le più indicate per una strategia a una sola sosta. Si ferma anche Ocon, che avvertiva meno grip negli ultimi passaggi, e rientra fra Raikkonen e Vettel, che nonostante le due soste, e una terza all'orizzonte, mantiene comunque un ritmo notevole. Ma non così tanto da preoccupare Hamilton, saldamente al comando, che ha comunque modo di discutere della strategia del ferrarista via radio.

Vettel e "Gina": che show gli ultimi 20 giri.

"Pensiamo che gli altri si fermino ancora?" chiede Vettel, che sente un certo degrado. "No, pensiamo di no" gli rispondono. Intanto, la Ferrari richiama Raikkonen al 42mo giro per una seconda sosta. Iceman monta le Ultrasoft e rientra settimo davanti a Hulkenberg. Con le gomme nuove e più performanti firma il miglior tempo al 44mo passaggio. E' una fase di dati da analizzare, di informazioni che passano sul filo della radio. "Il tuo ritmo è molto buono" dicono a Hamilton, "ma non sappiamo che farà Vettel". Lo scoprono al 50mo giro. Vettel rientra, bloccato com'è senza progredire alle spalle dei duellanti per il terzo posto: Ricciardo, non contento delle Soft, e Perez, con le Supersoft già logorate.

Vettel sceglie le Ultrasoft con una prospettiva chiara. "Dovresti riprendere chi ti sta avanti e avere gli ultimi otto giri per dare battaglia". La profezia puntualmente si avvera. Il trenino in lotta per il podio si allunga, fino a inglobare anche Raikkonen, che al 61mo giro va lungo alla prima curva e si vede infilato dal compagno di squadra. Il finlandese, però, soffre di un problema ai freni, un surriscaldamento ai dischi posteriori, che gli fa perdere ogni chance di lottare per il podio.

Vettel invece accende il duello con le due Force India e rompe gli ormeggi alla prima curva. Ocon, preso in mezzo e già bloccato prima dal compagno di squadra Perez, finisce largo e si ritrova sullo sporco, sesto dopo un accenno di testacoda. Ci sono quarti posti e quarti posti. Questo sa di orgoglio e passione, sa del meglio della Ferrari.