Luis Hamilton come Jim Clark. Anche se col giallo per un sospetto bloccaggio con Grosjean sotto investigazione. La quinta pole position a Silverstone del britannico matura al termine di uno dei giri migliori della stagione, 1'26″600 nuovo record della pista. Centra la quinta pole a Silverstone, eguagliando il primato della leggenda della Lotus. E raggiunge le 67 in carriera, a una dal record all time di Schumacher. Se Hamilton è il vero vincitore, Vettel è il grande sconfitto. Chiude terzo e frustrato, battuto per la terza volta in stagione da Raikkonen, ottimo secondo. Bottas chiude col quarto tempo, nel miglior tentativo ha perso quattro decimi fra T1 e T2 (dove era stato migliore di Hamilton nelle libere) e partirà nono per la sostituzione del cambio. Iceman dunque avrà accanto Verstappen in seconda fila. In terza partiranno Hulkenberg e Perez, che per la prima volta da quando è in Force India riesce a stare davanti al compagno di squadra in griglia. Ocon infatti sarà in quarta con Vandoorne, per la prima volta in top 10 quest'anno. Bottas, invece, partirà davanti a Grosjean sull'unica Haas in Q3.

La Ferrari indietro, m in gara sarà un'altra storia.

"La macchina è andata bene, oggi è stata la giornata migliore del weekend" commenta Raikkonen. "Peccato non sia bastato per stare davanti". Meno diplomatico Vettel che sbotta via radio, convinto di poter fare decisamente meglio nell'ultimo tentativo lanciato. Su una pista con carichi più alti rispetto all'anno scorso, per l'aumento della deportanza e le gomme più larghe, la Ferrari porta la terza specifica del motore 2017, come la Mercedes. Nelle libere di ieri, Vettel ha sostituito l’ICE e le due unità di recupero dell'energia ma non il turbo che era già arrivato alla quarta unità. Raikkonen, invece, monta il terzo motore termico, il quarto turbo, la terza MGU-H e la terza centralina elettronica da inizio stagione. Secondo le stime, l'incremento dovrebbe essere di circa 15 cavalli, anche se ci sarebbe in programma l'ulteriore evoluzione che riguarda l'iniettore per il GP di Monza.

Raikkonen paga mezzo secondo, Vettel sette decimi. Distacchi superiori rispetto a quanto registrato ieri, soprattutto nel long run, con le Ferrari a inseguire sì ma non con distacchi eccessivi rispetto alle Mercedes che, come in Austria, hanno mostrato di soffrire di blister con la Supersoft. E questo può consentire di nutrire qualche speranza in più per domani.

Ricciardo in ultima fila, bene Verstappen.

La pioggia cancella le speranze di poter girare con le slick e livella i valori. E nella pioggia annega il difficile weekend di Dani Ricciardo, che non centra la Q3 per la prima volta da Monza 2015, 38 gate fat. Costretto a perdere cinque posizioni in griglia, perché ha cambiato per la seconda volta la trasmissione prima del minimo di sei gare previsto dal regolamento, l'australiano finisce fuori in Q1 con un problema al turbo.

Le prestazioni di Verstappen, unico a scendere sotto l'1:38 in Q1 con le intermediate, però conferma una certa crescita della Red Bull, più vicina alla Ferrari anche se lontana dalle Frecce d'Argento, in attesa dell'upgrade previsto per l'Hungaroring che dovrebbe aumentare sensibilmente la downforce della RB13. "Se riusciremo a mantenere il livello visto in Austria" ha detto il team principal Chris Horner ricordando la gara sul tracciato di proprietà di Mateschitz chiusa col quinto podio consecutivo di Vettel, "saremo in grado di metterci in mezzo a Ferrari e Mercedes".

Alonso primo in Q1, delusione Williams.

Alonso, che firma l'ultimo giro con le Supersoft, chiude la Q1 con il miglior tempo: un evento mai accaduto a un pilota McLaren dal primo tempo di Button in Q1 al Gp d'India del 2013. E' l'effimero succeso del campione frustrato, che partirà ultimo per aver sostituito la batteria e aver montato il sesto motore termico, l'ottavo turbo, l'ottava MGU-H e la sesta MGU-K. E' comunque un buon segno per la McLaren, rinforzato poi dalla solida prestazione di Vandoorne, entrato in Q3 per la prima volta in carriera.

E' il segno che la pista comincia a gommarsi. Rischia le Supersoft anche Ocon, con uno stile che meglio si adatta alle caratteristiche di questo tracciato e fa meglio di Perez in crescita.  Bene sul bagnato anche Grosjean, che prova per la prima volta i dischi dei freni della Carbone Industrie, testati e inizialmente scartati per problemi di surriscaldamento al GP del Brasile dell'anno scorso, nei test invernali in Bahrain e nelle libere di Sochi. Magnussen, invece, non è apparso convinto e mantiene i dischi Brembo, ma finisce tagliato fuori in Q1.

Eliminati anche Stroll, che avrebbe preferito festeggiare meglio i 40 anni della Williams nel tempio del motorsport britannico, Wehrlein e Ericsson. Come in Austria, le Williams non portano piloti in top 10. Massa infati viene eliminato in Q2 insieme a Palmer, fuori per 88 millesimi, Kvyat, Alonso e Sainz.

Strategie Mercedes: Bottas, penalizzato, parte con le Soft.

Bottas fa una scelta diversa all'inizio della Q2 rispetto ai rivali e scende in pista con le Soft. Ed è il primo a scendere sotto il muro dell'1:30 perdendo alla fine della seconda parte delle qualifiche mezzo secondo da Hamilton (appena meno del gap registrato nelle libere, prevedibile però con pista umida e più fredda) che con le Supersoft stacca le Ferrari di un secondo. Una scelta comprensibile per il finlandese che perderà cinque posizioni per la sostituzione del cambio nel tentativo di risolvere lo stesso problema che ha costretto all'identica penalizzazione Hamilton in Austria.

L'inconveniente a un dente si può collegare al piano di alleggerimento della W08 lanciato da Barcellona per riportare la macchina al di sotto del peso minimo regolamentare (628 chili compreso l'Halo che però non è mai stato utilizzato). In questo piano, non semplice visto il passo lungo e la necessità di non alterare la distribuzione dei pesi definita in maniera fissa dal regolamento, rientra la versione light della scatola della trasmissione.

Questione di peso e leggerezza che sulle curve più affascinanti del Mondiale possono fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta, fra la gioia e il rimpianto.