Nessuna sorpresa a Barcellona. Mercedes, Ferrari e Red Bull hanno monopolizzato le prime sei posizioni in tutte le sessioni del weekend. E la qualifica non fa differenza. Vettel e Raikkonen fanno segnare il parziale record nel primo settore nell'ultimo giro ma non basta. Hamilton festeggia la terza pole stagionale, la terza a Barcellona. Vettel resta secondo per soli 51 millesimi, e stacca di un paio di decimi Bottas e Raikkonen che partiranno in seconda fila. Tutta Red Bull la terza, con Verstappen ancora davanti a Ricciardo. Notevole il settimo posto di Alonso, dopo un inizio di weekend non proprio esaltante. L'asturiano partirà in quarta fila con Perez, con Massa e Ocon a chiudere la top 10. Tutti i primi dieci, come era lecito attendersi vista l'allocazione degli pneumatici, partiranno con le gomme soft, che consentono un miglioramento superiore al secondo e mezzo rispetto alle medie.

I valori non si discostano troppo da quelli dell'ultima sessione di libere. Toro Rosso e Red Bull mostrano un'efficienza aerodinamica che garantisce un buon comportamento in entrata di curva. Il corposo pacchetto di upgrade di casa Red Bull, con il ritorno di Newey al centro della filosofia progettuale della macchina, ha ridotto il gap da Ferrari e dalle Frecce d'Argento. La Rossa, come dimostra la doppietta in FP3, sembra avere una migliore trazione, pur con qualche kmh in meno in termini di velocità di punta e il clipping, evidente a Sochi, da cancellare.

La SF70H si è presentata a Barcellona con il nuovo profilo del bargeboard e una nuova filosofia del T-wing, pagano un paio di decimi rispetto alle Mercedes nel terzo settore. Hamilton fa segnare i parziali record in tutti i tratti della pista in Q1 e stacca Raikkonen di un paio di decimi. Vettel, su cui i tecnici hanno montato la terza unità per quanto riguarda il motore e il quarto turbo, l'ultimo prima di subire delle penalità (a meno che non vengano, ovviamente, componenti già usate) , ha qualche problema in avvio. Gli ingegneri gli chiedono di prendere lentamente la via dei box, ma riescono a risistemare la macchina e garantirgli comunque la possibilità di un secondo tentativo con le soft, utile soprattutto a verificare le condizioni della monoposto. "Va meglio, siete fantastici" li ringrazia via radio. Alla fine della Q1, dopo un ultimo giro decisamente migliore di Grosjean che si toglie dalla zona rossa, restano esclusi Ericsson, battuto per 5 millesimi dal compagno di squadra Wehrlein, Palmer, che accusa molto sottosterzo, Stroll, che non è riuscito nell'ultimo giro lanciato a imporre quel progresso di sei decimi richiesto dai box, Vandoorne e Kvyat. Hanno fatto tutti il tempo con le soft, mentre la temperatura della pista si eleva fino a toccare i 44 gradi all'inizio della Q2. Si lamenta anche Massa, appena 14mo dopo il primo stint. "Sto facendo moltissima fatica a far lavorare le gomme" spiega, "sono stato davvero fortunato".

Insieme alla temperatura cresce anche l'intensità del vento che ha condizionato e non poco le prime sessioni di prove libere. "Va a folate, può cambiare da una curva all'altra" dicono a Fernando Alonso gli ingegneri di pista. Almeno il suo sabato lo passa in pista e non a giocare a paddle per la fragilità di una McLaren-Honda incapace di sorreggere le ambizioni del miglior "guidatore" del Mondiale. I tecnici Ferrari prevedono per la Q2 un tempo di riferimento di 1.21.3 per passare in top 10, Raikkonen vola nel secondo settore ma perde ancora oltre quattro decimi nell'ultimo tratto, dove in gara i piloti avranno a disposizione anche 100 metri in più per usare il DRS. "Ho sbagliato all'ultima chicane, ma per il resto il giro era buono" ammette il finlandese. Le Mercedes, comunque, non appaiono così stabili in entrata di curva. Nel secondo stint, Bottas va largo alla prima curva e nel secondo tentativo blocca le ruote all'ultima, anche se non scivola nella via di fuga, Hamilton lo imita alla 5. I due però restano vicinissimi e aprono un divario piuttosto scoraggiante per le altre: 4 decimi sulle Ferrari, più di mezzo secondo dalle Red Bull, con Verstappen ancora più veloce di Ricciardo sul circuito in cui ha riscritto ogni primato di precocità nella storia della Formula 1.

Grosjean, che chiede disperatamente di avere una temperatura maggiore alla posteriore destra nell'ultimo giro lanciato, rovina le sue speranze di ingresso in top 10 andando lungo alla chicane tentando di recuperare la stabilità della vettura dopo aver perso il posteriore alla curva 13. Alonso, che dà una bella prova di forza nel secondo settore, riesce a spingersi a un secondo da Vettel e Bottas alla fine della Q2. Non passano, invece, Magnussen, Sainz, Hulkenberg, a dispetto della fiducia che ostentava alla vigilia delle qualifiche sul comportamento della Renault, e Wehrlein. Dunque, per la quinta volta di fila, entrambe le Force India, per tutto il weekend più efficaci nei tratti più guidati, raggiungono la Q3.

L'ultimo stint non sposta i valori. Girano tutti con le soft nuove, Raikkonen riesce a contenere il distacco dalle Mercedes mentre Vettel, che paga mezzo secondo al primo tentativo, si lamenta di qualcosa che non va (parla di "de-rating", e potrebbe trattarsi del clipping, per cui si perde nella partr finale del rettilineo una parte della potenza supplementare erogata dal motore elettrico) sul rettilineo d'arrivo. Il finale illude ma il sorpasso stavolta non c'è.