Una strategia vincente e una staccatona alla prima curva portano Hamilton al successo a Barcellona. Il britannico centra il podio numero 108 in carriera, il 59mo su 83 gare da quando è arrivato in Mercedes, e accorcia a 6 punti il divario nel Mondiale da Vettel. Il tedesco non riesce a difendersi con le medie nello stint centrale e deve accontentarsi del secondo posto. Sul podio anche Ricciardo. Fuori, invece, Raikkonen e Verstappen, che si toccano alla prima curva, e Bottas, che inizia il tamponamento e a metà gara parcheggia col motore in fumo. Così per la quarta volta nella storia le due Force India chiudono fra le primi sei (quarto Perez, quinto Ocon). Il sesto posto di Hulkenberg e l'ottavo di Wehrlein premiano la combattività dei due tedeschi. A punti anche Sainz, settimo solo grazie ai 5″ di penalità per Wehrlein, Magnussen e Kvyat.

Vettel che scatto.

Partono tutti con le soft, tranne Palmer, Kvyat e Vandoorne, penalizzato e ultimo per aver cambiato motore, che hanno scelto le medie.
Passano 690 metri dalla linea di partenza alla prima curva. "Bisogna cercare di partire in modo perfetto" commenta Bottas, "e le scie possono diventare importanti". Chiunque passa davanti lì, dice Niki Lauda, "ha in tasca mezza vittoria". E' Vettel che passa davanti a Hamilton, Bottas, Ricciardo e alle Force India, mentre dietro si toccano Raikkonen e Verstappen con evidenti danni alle sospensioni. "Qualcuno mi ha toccato da dietro" spiega Iceman. E i replay confermano: è Bottas che inizia il tamponamento. "E' iniziato tutto quando sono stato colpito" riflette, "la macchina è saltata un po' e poi non era più possibile controllarla".

Iceman fuori subito.

Solo dodici mesi fa, accendevano il duello che avrebbe reso Verstappen il più giovane di sempre a centrare la vittoria, nell'unico GP con due Ferrari sul podio nel 2016. Il vero vincitore è Hulkenberg, che guadagna sei posizioni.Davanti, intanto, Vettel aumenta il vantaggio su Hamilton a quasi 3 secondi, ben al di là del range di utilizzo del DRS, che si può attivare per 100 metri in più rispetto all'anno scorso dopo la prima curva. "Non è facile star dietro a lui" ammette Hamilton. Lui, ovviamente, è Vettel che mantiene il vantaggio intorno ai due secondi e mezzo, girando sempre sul piede dell'1.26 basso, e apre il divario con Bottas, già distante 8 secondi e mezzo dopo meno di otto giri. "La cosa più importante è mantenere il ritmo" dicono via radio al finlandese, che però ha un set di gomme danneggiato dallo spiattellamento in frenata in Q2 ma non ha riportato danni nel contatto iniziale con Iceman. Ad accendere la gara ci pensa il duello rusticano fra Sainz e Magnussen. Lo spagnolo tenta di passarlo una prima volta all'esterno della curva 4 (giro 4), poi alla prima staccata (giro 8) ed è fin troppo vigoroso. I due rientrano anche praticamente insieme ai box per la prima sosta.

Cambio di strategie.

Prova a dare tutto quel che ha il britannico, che chiede e ottiene rassicurazioni a proposito del bilanciamento della macchina. Vettel rischia la prima mossa e anticipa al 15mo giro la prima sosta e rientra quarto, prima di superare Ricciardo alla prima curva nella tornata successiva. Hamilton, però, fa segnare il giro record con la pista libera ma Vettel, con gomme fresche, arriva a recuperare anche un secondo e mezzo a giro. Come indicato dal "target minus five" via radio, Hamilton anticipa un po' la sosta per montare le medie, e cambia lo scenario nell'articolazione delle strategie rispetto al tedesco della Ferrari che invece, ha scelto una condotta di gara con tre soste. Al 24mo giro, il tedesco tenta di passare Bottas all'esterno dopo il rettilineo di partenza ma non riesce a passarlo, nemmeno dopo l'errore del finlandese alla curva 10. Ricorre però a una manovra da applausi, dopo il rettilineo dei box, con due ruote sull'erba, per riportarsi in testa alla gara.

Torna a girare sull'1.25 alto Vettel, che però guadagna dai 3 ai 5 decimi a giro contro il britannico, che però monta le medie, e non è un segnale troppo incoraggiante (il gap atteso, in base ai risultati delle prove e alle simulazioni, supera il secondo e mezzo). La VSC per l'incidente di Vandoorne, che si tocca con Massa al giro 34 e si arrende al quinto ritiro stagionale (più due mancate partenze) per la McLaren, anticipa la decisione di Hamilton di rinunciare alle medie e ricorrere ancora alle soft dal 36mo passaggio.

Hamilton con le Soft torna in testa.

Il britannico guadagna e quasi si tocca con Vettel, sempre alla prima staccata, il punto chiave per tentare un attacco sfruttando l'ala mobile. Il tedesco sfodera una difesa da Formula 1 d'altri tempi e accende la temperatura della gara. La Mercedes registra il primo ritiro stagionale (fumata sulla vettura di Bottas) ma festeggia la staccatona di Hamilton alla prima curva al giro 43. In una sola tornata, il britannico guadagna un secondo e sei su Vettel, che non può difendersi con le medie.

Dietro, invece, la Sauber di un Wehrlein da applausi, penalizzato però di 5 secondi per non aver girato dal lato giusto del paletto in pit lane, duella con la Toro Rosso di Sainz, il più combattivo fra i piloti in pista. Alonso continua a girare più veloce di Stroll e di Ericsson, che però gli son davanti, e rischia un ultimo disperato stint con le soft: tanto bello quanto inutile. Nella corsa per gli ultimi punti, Magnussen sente il ritorno di Kvyat. "Cosa possiamo fare per andare più veloce?" gli chiedono via radio. "Lasciatemi guidare" risponde. E più non dimandate.

L'inseguimento fallisce.

Nel box Ferrari, invece, una domanda sorge spontanea: "e se passassimo al piano C?". "Non lo so" ammette Vettel, "non sembra che Hamilton stia spingendo le gomme al massimo". L'ultimo tetativo di inseguimento di Vettel fallisce al decimo giro, quando al tornante (curva 14) finisce quasi addosso a Massa nel tentativo di doppiarlo. "Perché deve essere sempre lui, tutte le volte" si lamenta frustrato via radio il tedesco che se l'era trovato davanti anche a Sochi mentre era lanciato alle spalle di Bottas