La Ferrari chiude l'ultimo giorno di test in grande stile: dopo aver fatto segnare il record con Sebastian Vettel, il Cavallino non si accontenta e cala l'asso con Kimi Raikkonen, capace di sfondare il muro dell'1:19 e concludendo così due settimane che hanno confermato la bontà del progetto della casa di Maranello.

in foto: Kimi Raikkonen – Getty Images

La SF70H sembra essere nata bene, la Rossa ha sbaragliato la concorrenza facendo preoccupare perfino la Mercedes, data per favorita alla vigilia, ma apparsa in difficoltà in queste prime battute. La scuderia italiana, invece, tranne piccoli problemi di gioventù, ha potuto lavorare a pieno regime. In grande spolvero Kimi Raikkonen che, però, non si è lasciato andare a facili entusiasmi

Il feeling con la macchina c’è, ed è la cosa più importante. Siamo stati quasi sempre affidabili in questi test e anche questo è un segno del grande lavoro fatto dalla squadra durante l'inverno – ha analizzato Raikkonen – Partiamo da una base più forte rispetto all'anno scorso: ma quanto la macchina sia veloce rispetto alle altre, è veramente troppo presto per dirlo. Forse nemmeno Melbourne darà un quadro preciso al 100 per cento della situazione, perché' la prima gara è sempre un po' particolare. Forse bisognerà aspettare la Cina.

Kimi: "Grazie alla squadra. Surtees? Aveva le corse nel sangue"

Proprio il finnico ha fatto correre un brivido lungo la schiena dei ferraristi: mercoledì la sua macchina aveva sbattuto contro le protezioni dopo l'uscita di pista alla Curva 3, oggi, invece, dopo essersi girato nella chicane del terzo settore, il ferrarista ha dovuto abbandonare la propria vettura. Nulla di preoccupante però tanto che Raikkonen è riuscito a tornare in pista prima della bandiera a scacchi, completando così il proprio lavoro. “Ringrazio i ragazzi della squadra, perché sono sempre riusciti a intervenire per risolvere i piccoli problemi che proprio i test servono a risolvere – ha aggiunto Iceman in riferimento al problema avuto oggi. Infine un ricordo per John Surtees, campione del mondo di F1 con la Ferrari nel 1964 e sette volte iridato del Motomondiale, scomparso oggi all'età di 83 anni.

L'ho incontrato un paio di volte, era un tipo ‘easygoing', con cui era facile andare d'accordo E si capiva che aveva nel sangue la passione per le corse. Sono cose tristi, il mio pensiero va alla sua famiglia – ha concluso

Adesso i motori si fermeranno, poi, il 26 marzo, si comincerà a fare sul serio: la Ferrari, almeno stando alle ultime prove sulla pista del Montmelò, non parte certo battuta.