Lewis Hamilton vince il secondo appuntamento stagionale e si porta in testa alla classifica per il titolo iridato a pari punti con il ferrarista Sebastian Vettel, 2° al traguardo. Adesso però una cosa sembra certa: quest’anno la Mercedes avrà una rivale che può tenere il suo ritmo, la Ferrari. Delineato anche il ruolo di ago della bilancia per le Red Bull che in questa occasione è riuscita a piazzarsi con entrambi i suoi alfieri davanti alle “seconde guide” Raikkonen e Bottas. Ecco il top e il flop di questo quattordicesimo Gran Premio di Cina della storia della Formula 1.

Il meglio del GP di Cina.

Il sorpasso di Vettel su Ricciardo.

Erano anni che non si vedeva un sorpasso così bello in Formula 1. Quello andato in scena al 22° giro e che ha visto protagonisti Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo. Il tedesco della Ferrari attacca all’esterno, l’australiano della Red Bull cerca di chiudere lo spazio, ma dopo un duello ruota a ruota prolungato per diversi metri a uscirne vincitrice è la SFH-70 del quattro volte campione del mondo.

La rimonta impressionante di Verstappen.

Il giovanissimo olandese della Red Bull regala al pubblico cinese una grande rimonta: partito sedicesimo in griglia Max si inventa una rimonta fantastica che lo porta a lottare per il podio con il compagno di scuderia (a cui anche lui rifila un sorpasso incredibile ancora prima di Vettel). Poi resiste nel finale e riesce a centrare una terza posizione impensabile alla vigilia della gara (8° podio in carriera).

La gestione di Hamilton.

Dopo il secondo posto in Australia il britannico della Mercedes non poteva (e soprattutto non voleva) finire un’altra volta alle spalle di Sebastian Vettel. Lewis Hamilton allora a Shanghai tira fuori dal cilindro un weekend perfetto: pole position, ottima gestione della gara e strategia delle soste perfetta. Quest’anno l’avversario non lo ha in casa, e forse questo lo invoglia ancora di più.

vettel hamilton

Il peggio del GP di Cina.

Il weekend nero di Giovinazzi.

Week end da dimenticare per il giovane pilota pugliese. Pochissimi giri al venerdì, un incidente evitabile in qualifica, replicato poi anche in gara. La poca conoscenza del circuito e la poca esperienza in Formula 1 questa volta hanno influito parecchio. Unica nota positiva: la qualifica in Q2 a cui però non è riuscito a prendere parte, perché la sua Sauber per l’errore commesso nell’ultimo giro della Q1.

Continua il buio in casa McLaren.

Il motore Honda non ha le stesse prestazioni delle scuderie di testa, e nonostante un Fernando Alonso in buona forma, anche in Cina l’epilogo è lo stesso del GP inaugurale d’Australia. Dopo due prove lo storico team britannico è ancora a zero punti in classifica. Questa volta sia l’asturiano che Vandoorne sono stati costretti al ritiro per problemi alle loro monoposto.

Gli errori di Bottas.

Se guidi una Mercedes, se ti trovi nella scuderia che ha dominato le ultime tre edizioni del campionato mondiale di Formula 1 certi errori non te li puoi proprio permettere. Gravissimo quello commesso in regime di Safety Car quando finisce in testacoda mentre sta cercando di scaldare le gomme. Meno evidente (ma sempre di errore trattasi soprattutto quando sei un pilota Mercedes) è quello commesso quando ha ritardato di quasi un secondo la ripartenza dal pit-stop.