Anno record per la Ferrari che chiude il 2016 con un utile netto di 400 milioni di euro, il 38% in più rispetto ai 290 milioni del 2015: lo dicono i risultati di bilancio, accolti positivamente in Borsa, a Milano, dove il titolo è schizzato sopra la soglia dei 60 euro. Il risultato economico è stato trainato dall’incremento delle vendite, per la prima volta sopra le 8mila unità: 8.014 le vetture consegnate nel 2016 a fronte delle 7.664 registrate nel 2015 (+4,6%). In crescita del 5% le vendite dei modelli 8 cilindri (V8) guidate dal successo della Ferrari 488 GTB e della 488 Spider e del 4% le consegne dei modelli a 12 cilindri (V12) grazie anche al recente lancio sul mercato dei modelli GTC4Lusso e LaFerrari Aperta e dalla performance F12tdf. Giunta invece a completamento del suo ciclo di vita LaFerrari.

Nel dettaglio, l’Ebitda è cresciuto da 719 a 843 milioni (adjusted Ebitda a 880 milioni, +18%), ovvero degli utili prima di interessi, tasse, deprezzamenti e ammortamenti, ovvero il risultato operativo lordo, mentre il risultato rima degli oneri finanziarie delle imposte (Ebit) è cresciuto da 444 milioni a 595 milioni (+34%). Tra i risultati positivi, il calo dell’indebitamento industriale netto, da 797 milioni di fine 2015 a 653 milioni.

“Tutte le regioni hanno fornito un contributo positivo – spiega Ferrari in una nota – All'interno della regione EMEA che ha registrato un'espansione dell'8%, Italia, Germania e Francia sono cresciute a doppia cifra. Il Resto della regione Asia Pacifico (APAC) è cresciuto del 3%, le Americhe hanno evidenziato un aumento del 2%, mentre le consegne nell'area Greater China sono aumentate solo del +1% per la decisione di Ferrari di concludere la collaborazione con l’attuale distributore di Hong Kong nel quarto trimestre 2016”.

Previsto un dividendo di 0,635 per azione ordinaria, corrispondente alla distribuzione complessiva di circa 120 milioni di euro agli azionisti. Per il 2017, anno del suo 70° anniversario, la casa del Cavallino rampante stima consegne oltre le 8.400 unità incluse le supercar, ricavi netti a 3,3 miliardi, Adjusted Ebitda a 950 milioni e calo dell’indebitamento industriale a circa 500 milioni.

“È stato un buon anno, siamo soddisfatti” ha commentato il presidente Sergio Marchionne che ha confermato che la società società sta valutando l’ipotesi di acquisire una quota della Formula 1. “Ne stiamo parlando con Liberty Media” ha aggiunto Marchionne, riferendosi ai nuovi proprietari del Circus, sottolineando che ”non si tratta di una questione finanziaria”. Tuttavia sarebbe “poco saggio” prendere una decisione senza conoscere con chiarezza cosa accadrà dopo il 2020, ovvero quando scadrà il “patto della concordia”, l’attuale accordo commerciale firmato nel 2013 che regola la partecipazione e il trattamento economico delle scuderie impegnate nel campionato del mondo di F1.