in foto: La SF70H – Getty Images

Dietro la rinascita Ferrari, tornata a lottare per il mondiale dopo una serie di stagioni non certo esaltanti, c'è il lavoro di Mattia Binotto e della sua squadra: l'ingegnere italiano nato in Svizzera è stato capace di far tornare la SF70H al vertice della Formula 1 e raggiungendo la Mercedes, dominatrice delle ultime stagioni, che sembrava distante anni luce.

Un fulmine a ciel sereno.

A Maranello il morale è alto, i risultati in pista non possono che alimentare la speranza che il 2017 possa essere finalmente l'anno giusto per riportare un trofeo che manca da troppi anni. Nonostante le ottime prove fornite dalla monoposto, però, Lorenzo Sassi, responsabile del progetto power unit del Cavallino, sarebbe stato destituito dal ruolo, come riportato da Il Giornale, da Sergio Marchionne in persona. Un fulmine a ciel sereno per l'ingegnere a cui va ascritto il merito di aver contribuito al rilancio della Ferrari nel mondiale di Formula 1 che, grazie anche alla power unit, è riuscita ad azzerare il gap con la Frecce d'argento.

Sassi venne chiamato in Ferrari nel 2014, in seguito alla debacle Marmorini e al successivo rimpasto. Una decisione che sembra essere in contrasto con il rendimento della scuderia che vede Sebastian Vettel in testa alla classifica piloti e la Rossa distante dei rivali di soli 24 punti nel campionato riservato ai costruttori. L'allontanamento di Sassi,anche alla luce di questi risultati appare un mistero. A Silverstone, inoltre, dovrebbe fare il suo debutto il nuovo motore dotato di importanti novità tecniche che potrebbero permettere alla SF70H un notevole incremento di potenza in grado di garantire di continuare a lottare per il campionato.