Sessanta anni e non sentirli L'auto simbolo del made in Italy resiste al tempo rinnovandosi, ma senza perdere le caratteristiche che l'hanno resa celebre: una vettura capace di rimanere in testa alle classifiche di vendita pur rinnovandosi, senza rinunciare ai suoi elementi distintivi. In realtà la storia dell'utilitaria per eccellenza inizia nel 1936 con la Topolino, ma è la "Nuova 500", presentata il 1° luglio del 1957 in anteprima al Presidente del Consiglio Adone Zoli, nei giardini del Viminale, quella più famosa.

La nascita del mito.

Fu Dante Giacosa, all'epoca capo dell'ufficio tecnico Fiat, a pensare di realizzare, insieme alla 600, una piccola auto i cui costi di acquisto, uso e manutenzione fossero compatibili con il salario medio delle famiglie operaie. Inizia così la storia dell'auto minima perfetta; una vettura per tutti, costruita per il popolo ma amata anche dalla borghesia. Un motore longitudinale da 13 Cv, capace di consumare appena 4,5 litri per percorrere 100 chilometri, linee tondeggianti e un abitacolo concepito per ospitare almeno due persone: erano queste le caratteristiche che permisero al mitico "Cinquino", come venne ribattezzato dagli appassionati, di sbarcare sul mercato.

Il simbolo del made in Italy nel mondo.

La prima versione è piuttosto spartana, un'auto forse anche troppo essenziale. Meno di 3 metri di lunghezza, ruote in metallo stampato senza coprimozzi e verniciato in colore chiaro, fari incassati a filo carrozzeria sull'anteriore e ovali nel posteriore. Niente fronzoli, ma tanta sostanza. Bastano 3 mesi per sgrezzarla. Quella che si presenta al Salone dell'Auto di Torino è una versione già modificata: aspetto estetico più curato, abitacolo studiato per 4 persone e un motore che spinge l'auto fino a 90 km/h, una velocità di tutto rispetto per l'epoca. E' la scintilla che serviva per far scoccare la passione tra il popolo italiano e la Nuova 500. In 18 anni di carriera, dal 1957 al 1975, viene prodotta in 3.893.294 unità; un successo senza precedenti, vero e proprio simbolo della rinascita economica dopo la Grande Guerra. Tantissime sono le versioni prodotte, impossibile citarle tutte: si va dalle più sportive a quelle più stravaganti fino ad arrivare alla "Commerciale" caratterizzata dall'assenza di superfici vetrate posteriori, chiamata anche furgoncino. L'auto smette di essere prodotta nel 1975, a bloccarla è anche l'inflazione che la porta, nell'ultimo anno di vita, a costare 1.064.000 lire, prezzo troppo lontano dall'idea originale. Sostituita dalla 126, deve aspettare il 2007 per tornare.

La rinascita del 2007.

A 50 anni esatti dal primo esemplare, prende vita la Fiat 500. Una vettura che ricalca, almeno nell'aspetto, i canoni dell'antenata e anticipato da un concept chiamato Trepiùno: all'epoca i vertici della casa torinese non pensavano ancora di riproporre il mitico esemplare sul mercato, ma l'accoglienza fu superiore alle aspettative. Quella che si presenta al mondo nel 2007 conserva tutte le caratteristiche del primo modello, ma non è più un'utilitaria spartana, bensì una citycar adatta a tutte le esigenze. Il successo è immediato: non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo tanto che perfino il mercato statunitense, da sempre restio alla piccole vetture cittadine, sembra apprezzare. Una storia tutta italiana quella della 500 che, a sessant'anni dalla sua nascita, non vuole smettere di sorprendere.