La Fiat Panda diventa protagonista in un nuovo programma di sperimentazione. Il Mirafiori Motor Village di FCA ha consegnato una Panda Natural Power a Gruppo CAP, l'azienda che gestisce gli impianti fognari nella Città Metropolitana di Milano. L'azienda metterà alla prova una nuova forma di biometano derivata da scarti organici. Durante i mesi successivi, la vettura sarà messa alla prova con questo carburante alternativo, che sarà prodotto direttamente in Italia.

Un biocarburante nato da scarti organici.

Il biometano è un combustibile dall'alto potenziale su cui FCA punta molto. Oltre ad essere particolarmente efficiente risulta un valido alleato nella riduzione delle emissioni nocive. Il Gruppo CAP produce biocombustibile partendo da differenti fonti: scarti di biomasse di origine agricola, una frazione organica dei rifiuti solidi e urbani e i reflussi delle reti fognarie. Le fonti biologiche rendono il biometano un carburante totalmente rinnovabile e quasi inesauribile. Inoltre vanta un impatto ambientale particolarmente ridotte, se non paragonabile a quello di una vettura elettrica. La sua miscela è pienamente compatibile con gli impianti a metano installati sulle auto in circolazione e non richiede alcuna modifica. Il progetto BioMetaNow punta a promuovere il biometano, la cui immissione in rete è attualmente vietata in Italia. La rete è facilmente realizzabile e, oltre a creare nuovi posti di lavoro, può aprire nuovi orizzonti per quanto riguarda il riutilizzo dei rifiuti portando ad una riduzione delle tasse locali.

80.000 chilometri per valutarne l'efficienza.

Fiat Panda Natural Power Biogasin foto: La Fiat Panda Natural Power alimentata a biometano.

Il Centro Ricerche di FCA studierà l'andamento della Panda Natural Power, affidata ad Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP. La vettura monta un motore bicilindri TwinAir 900 cc capace di erogare 80 CV se alimentato con gas naturale. L'esemplare in questione viaggerà per 80.000 chilometri utilizzando il biometano prodotto dai reflui fognari trattati nell’impianto di Niguarda-Bresso. Durante i test, si valuterà l'impatto del carburante sulla meccanica della vettura valutandone efficienza e affidabilità. Utilizzando una miscela pari al 100% di biometano estratto da reflui fognari, si riesce ad ottenere una riduzione delle emissioni di CO2 "dal pozzo alle ruote" pari al 97% raggiungendo livelli paragonabili ad una vettura elettrica alimentata da corrente generata da fonti rinnovabili. Oltre all'impatto ambientale, il biometano risulta più economico fino al 56% rispetto alla benzina e fino al 30% rispetto al diesel. Il Gruppo CAP sta adeguando i suoi depuratori trasformandoli in bio-raffinerie capaci di produrre biocarburante dalle acque di scarti. L'azienda milanese dichiara che l'impianto di Bresso produrre circa 342 mila chilogrammi di biometano, quanto basta per percorrere 8.300.000 chilometri ovvero 200 volte la circonferenza della Terra.