Chi ben comincia è a metà dell'opera, la Formula 1 non fa di certo eccezione: la prima in quel di Melbourne sarà fondamentale per capire dove può arrivare la Ferrari. I test hanno messo in luce una SF70H in grande spolvero, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel hanno fatto registrare tempi che, appena 6 mesi fa, non erano neanche immaginabili. La nuova Rossa sembra essere nata sotto una buona stella, ma quelli andati in scena sulla pista del Montmelò devono essere presi per quelli che sono: semplicemente dei test.

in foto: Sebastian Vettel – Getty Images

Veloce e affidabile, la nuova SF70H promette bene.

La Ferrari è campione d'inverno in uno sport che si corre in primavera, estate e autunno: basterebbe questo a far capire quanto poco contano i tempi fatti registrare a Barcellona, ma lo strapotere mostrato dalla Rossa non può passare inosservato. Se è vero che non è tutto rosso ciò che luccica, non si possono certo ignorare i progressi messi in mostra dalla squadra di Maranello: la monoposto del Cavallino ha girato senza evidenziare problemi di natura tecnica – tranne un piccolo inconveniente che ha mandato lungo Raikkonen – ed è riuscita a mettersi dietro gli avversari anche con le gomme meno prestazionali. Un lavoro a tutto tondo quello degli uomini Ferrari che non hanno tralasciato nessun aspetto: long run, giri veloci, simulazioni gara e pit stop. A strappare un sorriso ai tifosi della Rossa è anche il modo in cui Raikkonen e Vettel hanno fatto segnare il record nelle rispettive giornate: il finlandese ha stabilito il suo miglior tempo con le gomme supersoft, invece delle più veloci ultrasoft, mentre il tedesco ha alzato di proposito il piede dall'acceleratore nell'ultimo settore per non far capire agli avversari la reale forza della monoposto.

Il gap dalla Mercedes si è ridotto.

Un atteggiamento che mette in mostra una certa sicurezza nel lavoro svolto da parte della Ferrari. Difficile credere che la Ferrari abbia girato con meno benzina delle altre solo per mettere a referto un tempo migliore delle altre, l'obiettivo dei test pre stagione non è certo quello. Più delle prestazioni, però, sono gli avversari a rendere questa Rossa ancora più forte: Lewis Hamilton ha già messo le mani avanti parlando della scuderia italiana come la favorita nella corsa al titolo, Lauda lo ha assecondato ed Helmut Marko, uno dei maggiori esperti di Formula 1 del circus e scopritore di talenti come Verstappen e Vettel, ha già indicato la SF70H come macchina vincente in Australia. Pretattica, nulla di più: in un mondo come quello del motorsport nessuno è pronto ad ammettere che gli avversari hanno lavorato meglio così a cuor leggero, ma le parole dei protagonisti sono la prova che qualcosa di veramente buono, in quel di Maranello, è stato fatto. La Mercedes, lei si, bluffa: la scuderia di Brackley è ancora la favorita, impensabile credere che il team anglo-tedesco abbia perso così tanto terreno in così poco tempo, ma certamente la distanza tra le Frecce d'argento e la Rossa si è assottigliata. Tra una settimana saranno loro due – con la Red Bull che a meno di miracoli dovrà accontentarsi delle briciole – a contendersi la vittoria: entrambe vogliono partire con il piede giusto perché, anche in Formula 1, chi ben comincia è a metà dell'opera.