Dopo Brno la MotoGP torna immediatamente in pista ed è subito spettacolo. Anche l’undicesimo appuntamento stagionale è ormai andato in archivio. Al Red Bull Ring, che ha solo da poco (dallo scorso anno) incrociato nuovamente il proprio asfalto con le due ruote della classe regina, è andato in scena uno dei duelli più emozionanti di tutta la stagione, quello che fino a pochi centimetri dal traguardo ha visto protagonisti Andrea Dovizioso e Marc Marquez. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio d’Austria, così come altrettanti quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara austriaca della MotoGP.

Top, chi può sorridere e perché.

Un Dovizioso formato Mondiale.

Che questa fosse la pista della Ducati era già cosa nota, ma la prestazione di Andrea Dovizioso sul Red Bull Ring è comunque da incorniciare. Il forlivese, insieme a Marc Marquez, sono stati i grandi protagonisti di questo GP d’Austria. Il meraviglioso duello con lo spagnolo, fatto di sorpassi e controsorpassi, staccate al limite e sgasate incredibili, è sicuramente la cosa più bella di questa tappa austriaca della classe regina. E il fatto che questo “corpo a corpo” con il leader della classifica iridata lo abbia vinto proprio lui fa ben sperare: Dovizioso quest’anno c’è, e ci sarà fino all’ultimo GP.

Che Marquez!

Da qualche gara il campione del mondo in carica ha messo le cose in chiaro: le incertezze di inizio stagione sono alle spalle e adesso chi voglia vincere qualcosa deve sempre fare i conti con il miglior Marc Marquez. Se Dovizioso ha sudato fino agli ultimi metri per centrare la vittoria il merito è solo del Cabronçito, nonostante fosse un circuito più favorevole alla Ducati rispetto alla sua Honda. Qualora servisse, è arrivata la conferma: il vero Marquez è tornato.

Il “solito” Pedrosa.

Partito in sordina finisce sul podio. Come spesso accade Dani Pedrosa mette su una gran gara facendo il massimo possibile finendo alle spalle dei due grandi protagonisti di questo Gran Premio. Non sarà spettacolare come altri suoi colleghi, ma il catalano il suo lavoro lo fa sempre, e spesso lo fa davvero bene.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

Austria indigesta per Valentino.

Una buona partenza (da 7° a 4°), qualche bel sorpasso, ma tanti (troppi?) errori. Di certo quella di Spielberg non è la miglior gara della stagione di Valentino Rossi. Nulla di grave, niente è ancora compromesso, ma già da Silverstone, prossima tappa della MotoGP, bisognerà assolutamente cambiare marcia, se si vuole veramente lottare fino alla fine per il decimo titolo iridato.

Petrucci, che peccato!

Dopo la terza posizione al Mugello e la seconda ad Assen, Danilo Petrucci aveva fatto sognare tutti i tifosi italiani facendo credere che potesse ritrovarsi tra i grandi protagonisti della classe regina per il podio in ogni gara. E invece dopo la pessima gara del Sachsenring, quella mediocre di Brno, ecco che in Austria dopo una brutta partenza è costretto al ritiro dopo pochi passaggi. Eppure questa era una pista sulla quale la sua Ducati (la stessa con cui Iannone vinse lo scorso anno) poteva permettergli di fare una gran prestazione. Peccato!

Che fine ha fatto l’eroe del Sachsenring?

Niente da fare per Jonas Folger. L’eroe del Sachsenring, dove il tedesco fu l’unico a tenere il passo del dominatore Marc Marquez terminando al secondo posto con la Yamaha del team Tech3, non riesce a riproporsi ad alti livelli e questa volta termina addirittura la sua gara dopo soli due giri, costretto al ritiro.