Anche il GP d’Ungheria, undicesima prova stagionale, è andato ormai in archivio. Sullo storico Hungaroring in scena due gare completamente diverse tra loro, inframezzate dal cambio gomme. La prima caratterizzata dal dominio Ferrari e la seconda dal tentativo di rimonta della Mercedes. Alla fine è doppietta del Cavallino con Sebastian Vettel davanti a Kimi Raikkonen, che precedono i due alfieri della Mercedes Hamilton e Bottas. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio d’Ungheria così come altrettanti sono quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara magiara della Formula 1.

Top, chi può sorridere e perché.

Il Cavallino di ritorno: Sebastian Vettel.

Nella pista che più volte ha sorriso al rivale Lewis Hamilton, Sebastian Vettel mette su la gara perfetta lanciando un segnale chiaro agli avversari: il momento di scarsa brillantezza è ormai alle spalle e il titolo iridato è un obiettivo quantomai concreto. Il tedesco dopo la seconda pole dell’anno scatta bene dalla griglia e, dopo l’uscita della safety car, comincia a martellare giro su giro prendendo il largo sugli inseguitori. Dopo il cambio gomme e qualche problema allo sterzo per Seb le cose si sono fatte più difficili, ma nonostante tutto è riuscito a resistere al ritorno delle Mercedes ben scortato dall’ottimo Raikkonen. E i punti di vantaggio su Hamilton sono tornati ad essere 14.

La perfezione di Kimi Raikkonen.

Se la Ferrari ha messo su la gara perfetta grande merito va dato anche a Kimi Raikkonen che ha fatto tutto ciò che doveva fare alla perfezione. Dopo l’ottimo secondo posto in qualifica, il finlandese infatti è autore di una buona partenza e alla prima curva copre le spalle a Sebastian Vettel chiudendo lo spazio per un eventuale sorpasso all’esterno. Poi si piazza lì a circa tre secondi dal compagno di scuderia e gira sugli stessi ritmi mantenendo sempre un buon margine su Bottas. Poi ha accarezzato anche l’idea di andare davanti (dopo il pit stop) ma si è dovuto accontentare (sbuffando) di stare alle spalle del tedesco. Poi però riveste i panni dello scudiero di lusso e scorta il leader del mondiale fino al traguardo tenendolo riparato dal tentativo di rimonta di Hamilton. Questa sera Vettel dovrà pagargli almeno una cena.

Alonso vs Sainz: corrida spagnola.

Un gran duello tutto spagnolo tra Fernando Alonso e Carlos Sainz, assoluta novità per il Circus, quello andato in scena per diversi passaggi sull’Hungaroring che ha regalato agli spettatori un grande spettacolo e tantissime emozioni. L’esperto, due volte campione del mondo, da un lato e il giovane in rampa di lancio dall’altra. E pensare che prima di Alonso i grandi piloti spagnoli e la Formula 1 non si erano mai incontrati.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

Scontro “fratricida” tra le Red Bull.

Ancora una volta la Red Bull dice addio ad uno dei suoi piloti nei giri iniziali di un Gran Premio. Di solito era toccato a Max Verstappen dover abbandonare la competizione nelle fasi iniziali, mentre questa volta è toccato a Daniel Ricciardo: per lui il GP d’Ungheria dura soltanto una curva. A differenza delle altre occasioni però a “far fuori” l’alfiere della casa austrobritannica è stato il suo compagno di squadra con una manovra molto aggressiva (punita con una penalità di 10 secondi). Va bene la competizione interna, ma farsi fuori a vicenda ci sembra un tantino esagerato.

Bye bye Williams.

La Williams si è spenta. Dopo una prima parte a buon livello, prima con Massa e poi con Stroll, la casa inglese sembra aver perso quella brillantezza che l’aveva portata a competere con le Force India come quarta forza del campionato. A Budapest, con Di Resta (al posto del brasiliano) e il giovanissimo canadese si tocca il fondo: il massimo che sono riusciti a fare è stare davanti alle Sauber. Le aspettative di inizio anno erano tutt’altre.

Non gira la ruota per la Haas di Grosjean.

È vero Romain Grosjean non stava facendo una grande gara in Ungheria: dopo un primo contatto con Hulkenberg in partenza è stato sempre nelle retrovie e vittima poi di una foratura è dovuto rientrare anticipatamente ai box. Ma a completare il disastro è sono stati i meccanici della Haas scordandosi di avvitare bene i bulloni della ruota posteriore della monoposto del francese. Penalità dalla commissione e gara finita. Sarà per la prossima.