Anche il GP dell’Azerbaijan, ottava prova stagionale, è andato ormai in archivio. Sul circuito cittadino di Baku in una gara infinita costellata di incidenti e di investigazioni, di bandiere gialle e rosse, di polemiche e scontri al limite, che ha avuto come assoluta protagonista la safety car e le penalità, ad imporsi è stato il pilota della Red Bull Daniel Ricciardo in una delle corse più pazze della storia della Formula 1.

Dietro di lui Bottas che dopo aver sbagliato tutto in partenza è autore di una fortunata rimonta finendo davanti al sorprendente Lance Stroll bruciato proprio sul traguardo. Fuori dal podio la coppia iridata Vettel-Hamilton. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio di Baku così come altrettanti sono quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara azera della Formula 1.

Top, chi può sorridere e perché.

Un po’ di pepe nella lotta mondiale.

È finita ufficialmente l’epoca dei sorrisi e dei complimenti reciproci tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. E menomale. Il GP di Baku segna definitivamente la nascita di una nuova era dove i contendenti al titolo iridati sono dei veri e propri rivali. Giochi psicologici, azioni di disturbo, reazioni stizzite e colpi proibiti. Poi il duello ruota a ruota dove oltre all’abilità a fare la differenza è l’orgoglio e la voglia di finire davanti al rivale. La Formula 1 ne aveva bisogno e anche lo spettacolo ne avrà solo da guadagnarci.

Le Force India ad un passo dal podio.

Continua il momento d’oro per Daniel Ricciardo. Dopo i due podi consecutivi a Montecarlo e a Montreal l’australiano della Red Bull (partito dalla decima posizione in griglia) tira fuori dal cilindro una gara incredibile guidando pulito in una corsa davvero complicata per tutti. Chapeau!

La rinascita della Williams con il rinato Stroll.

Un week-end straordinario per la Williams e soprattutto per il giovanissimo canadese Lance Stroll che approfittando del marasma generale, con i rivali che si sono lentamente autoeliminati centra il miglior risultato dell’anno per il team britannico e il miglior risultato nella sua brevissima carriera in Formula 1. Dopo un esordio disastroso i primi punti conquistati a Montreal sembrano aver finalmente sbloccato il baby pilota canadese. Adesso con questo primo podio magari riuscirà a togliersi la nomea di essere solo “un raccomandato”.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

Un Bottas “stappato” da Raikkonen.

Doveva fare da tappo sulle Ferrari per consentire al suo “capitano” Lewis Hamilton di tentare subito l’allungo. Ma dopo aver ostruito Vettel alla prima curva, Valtteri Bottas prova a chiudere anche su Kimi Raikkonen che però fa il duro e passa di forza. Il pilota finlandese si ritrova ultimo con l’ala anteriore danneggiata e costretto a passare subito dai box. Alla fine tutte le sfortune degli altri e i “favori” di Hamilton in regime di safety car gli hanno permesso di chiudere al secondo posto. Ma il suo obiettivo, cioè quello di favorire il compagno nella lotta per il Mondiale, lo ha fallito nettamente.

Disastro Force India.

Come buttare via tanti punti e un podio quasi certo? Chiedere ai piloti della Force India. Sergio Perez e Esteban Ocon si fanno fuori da soli scontrandosi l’un l’altro mandando in fumo un podio che sembrava decisamente alla portata delle “pantere rosa”. E anche se Ocon chiuderà poi al 6° posto, dopo quanto successo in Azerbaijan, che si va ad aggiungere al rifiuto del messicano di lasciar passare il giovane francese a Montreal, gli animi nel box della scuderia indiana saranno ancora più accesi. Che peccato!

Verstappen c’è, la Red Bull no. Ancora!

Dopo un buon venerdì e una buona qualifica Max Verstappen stava facendo una grande gara ingaggiando uno splendido duello per il podio con il messicano della Force India Sergio Perez. Sul più bello però ancora una volta la sua Red Bull cede di schianto a causa di un calo della pressione dell’olio nel suo motore e dopo un giro a ritmo lentissimo è costretto al ritiro (il quarto nelle ultime sei gare). La casa di Milton Keynes dovrà lavorare sodo per non sciupare ancora una volta il talento del giovane olandese e per regalare a noi spettatori ancora più spettacolo.