Domani sul circuito di Shanghai andrà in scena la 14esima edizione del Gran Premio di Cina valevole per il Campionato Mondiale di Formula 1.  Sono passati dunque 13 anni dalla prima volta della gara asiatica nel calendario della massima competizione automobilistica internazionale, da quella corsa del 2004 vinta da Rubens Barrichello su Ferrari. In attesa dello spegnimento del semaforo di domani, che farà scattare gli attuali protagonisti del Circus (Hamilton in pole, seguito da Vettel,Bottas e Raikkonen), ripercorriamo dunque una delle pagine più importanti di questo sport, scritte proprio all’ombra della Grande Muraglia, cioè quella che Michael Schumacher scrisse il 1° ottobre 2006, quando le star delle quattro ruote si trovarono in Cina per affrontare la terzultima prova dell’anno.

In Cina dopo l’annuncio del ritiro.

La stagione è quella dell’avvincente testa a testa tra la Ferrari e la Renault. E dopo 15 Gran Premi il distacco di Michael Schumacher sul leader Fernando Alonso si era ridotto a soltanto due punti (dopo che l’asturiano aveva avuto un vantaggio massimo di 25 lunghezze sul tedesco del Cavallino). La Ferrari aveva appena superato la scuderia francese in testa alla classifica costruttori per la prima volta in tutto il 2006. Ma tutto ciò è passato subito in secondo piano, quando il 7 volte campione del mondo, durante la conferenza stampa ufficiale post GP d’Italia, rivelava al Mondo l’intenzione di ritirarsi dalle corse al termine della stagione.

Qualifiche: la Renault domina, Schumi delude.

E così, si arriva in Cina con la consapevolezza che sarà l’ultima volta (in realtà poi non sarà così per effetto del ritorno in attività del 2010 con la neonata Mercedes) nella quale il pilota più vincente della storia sarà protagonista nell’allora giovanissimo GP sul circuito di Shangai (al terzo anno in F1). Ma nelle qualifiche Schumi delude, mentre le Renault impongono il proprio dominio: il più veloce è Fernando Alonso che partirà quindi in pole position davanti al compagno di squadra Giancarlo Fisichella, le due Honda di Barrichello e Button, con il campionissimo di Hurt solo sesto, dietro anche al finlandese Kimi Raikkonen.

La rimonta del Kaiser dopo la tempesta.

In gara, nei giri iniziali, la situazione non sembra migliorare: la Rossa di Michael fatica a tenere il passo di chi la precede, penalizzata dalle performance delle gomme Bridgestone sotto la pioggia battente. Si pensa dunque ad una giornata negativa per il Kaiser, ma quando le condizioni metereologiche migliorano Schumacher tira fuori l’ultimo grande numero ad effetto della sua straordinaria carriera: rimonta uno dopo l’altro tutti gli avversari e va a vincere la gara proprio davanti alle due Renault di Alonso e Fisichella.

L’ultimo grande acuto di Michael.

Il tedesco della Ferrari, che è partito sesto, festeggia la vittoria numero 91 in Formula 1, che sarà anche l’ultima, stabilendo un nuovo primato che dura ancora oggi, dato che nessuno ha mai vinto a Shanghai scattando da una posizione in griglia così bassa. E inoltre, grazie a questo incredibile successo, riapre definitivamente il discorso per il titolo iridato che solo qualche gara prima sembrava ormai compromesso: si porta infatti al primo posto in classifica piloti al pari dell’asturiano, ma in leggero vantaggio per il maggior numero di Gran Premi vinti in stagione e, con ancora due eventi stagionali da disputare, il pilota tedesco si ritaglia la concreta chance di lasciare la Formula 1 vincendo il suo ottavo alloro.