A differenza dei colleghi su due ruote la Formula 1 non va in vacanza, anzi raddoppia. A distanza di una settimana dal GP d’Austria che ha visto la vittoria di Valtteri Bottas davanti a Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo il Circus si sposta a Silverstone per il week end del Gran Premio di Gran Bretagna. Non una gara qualunque dunque, ma una degli appuntamenti più suggestivi dell’intera stagione. Una corsa storica che insieme al Gran Premio d’Italia è l’unica sempre presente nel campionato mondiale. Tanti dunque i momenti che proprio Oltremanica hanno segnato la storia della Formula 1: dalla prima vittoria della Ferrari nel 1951 con l’argentino José Froilan Gonzalez all’unica gara con due donne in pista del 1976, dall’esordio assoluto di Gilles Villeneuve del 1977 al primo successo della Williams nel 1979, solo per citarne alcuni. Ma in questo articolo ci concentreremo su quanto successo il 12 luglio del 1998 che ha visto come grande protagonista la casa di Maranello e il suo pilota, poi diventato il più vincente della storia, Michael Schumacher.

Un dominio McLaren che sembra inarrestabile.

Nella stagione 1998 la McLaren si rivela fin da subito come il team da battere in quanto disponeva di una macchina altamente competitiva, difatti, durante i primi due gran premi il dominio delle McLaren fu incontrastabile: Mika Häkkinen e David Coulthard furono protagonisti di due doppiette, e nella prima gara, in Australia, arrivano addirittura a doppiare tutti gli altri piloti. Per la Ferrari la stagione invece iniziò male, tanto che ad un certo punto il divario tecnico con la McLaren sembra incolmabile. Ma quando in squadra si ha in squadra Michael Schumacher nulla è così scontato e infatti il tedesco dà inizio a una rimonta incredibile vincendo prima in Argentina, poi in Canada e ancora in Francia. Si arriva così il 12 luglio a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, nono appuntamento stagionale, con Schumi in ritardo di 6 punti dal finlandese e nella classifica costruttori con la Ferrari a 11 lunghezze dal team britannico.

La solita pioggia di Silverstone.

Le qualifiche vedono il dominio di Mika Häkkinen, che conquista la nona pole position stagionale (su nove gare) per la McLaren davanti al tedesco della Ferrari e alla Williams di Jacques Villeneuve. Il giorno dopo in gara al via sotto la pioggia scattano bene sia il finlandese che Michael Schumacher, così come David Coulthard e Jean Alesi che sopravanzano il canadese.  Grazie ad una buona strategia Häkkinen riesce a guadagnare diversi secondi sul ferrarista, mentre il suo compagno di squadra è costretto al ritiro a causa di un testacoda sull’asfalto bagnato. Ma lo scozzese non è l’unico ad avere problemi di aderenza sul tracciato britannico e così le uscite di pista si moltiplicano.

Bandiere gialle e safety car.

Prima vengono esposte le bandiere gialle al 43° giro, durante il quale Michael doppia Wurz, e poi nella tornata successiva entra in pista la safety car che ricompatta il gruppo, composto ormai da sole dieci vetture. Alla ripartenza, al 49° passaggio, il finlandese conduce davanti a Schumacher, Irvine, autore di una grande rimonta dopo una partenza a rilento, e Alesi, ma alla curva Becketts il pilota della McLaren esce nuovamente di pista lasciando strada libera al tedesco che prende il comando della gara.

Stop and Go, ma Schumi taglia il traguardo dalla pit-lane.

A quel punto Häkkinen deve difendersi dal ritorno prepotente dell’altro ferrarista che tenta in tutti i modi di superarlo, ed è quindi costretto ad abbandonare la caccia al leader della corsa. Ma a pochi minuti dalla fine arriva il colpo di scena: i commissari infliggono uno stop & go a Schumacher ma la comunicazione al box Ferrari arriva in ritardo e così, per non compromettere la vittoria di Michael, gli uomini di Maranello decidono di far rientrare il tedesco ai box all’ultimo giro prima di tagliare il traguardo.  E così tra lo stupore generale il campione di Hurt fa sventolare la bandiera a scacchi passando dalla corsia dei box per scontare la penalità. La McLaren sporgerà poi un reclamo formale per questa azione che però verrà rifiutato dalla FIA in quanto non vi era tempo materiale, per la Ferrari, di far scontare la penalità al proprio pilota, a causa del ritardo nella comunicazione della stessa.

Nuove regole e mondiali riaperti.

Un successo che rimarrà a lungo nella memoria di tutti gli appassionati di Formula 1, non solo perché grazie a questo precedente vennero introdotte le sanzioni per chi non sconterà le penalità in gara, ma anche perché con questa vittoria, la trentunesima in carriera, Schumacher riapre un Mondiale che sembrava già chiuso, portandosi a soli due punti da Häkkinen, e riaprendo i giochi anche nel campionato costruttori con la Ferrari distante sole tre lunghezze dalla McLaren.