Dopo la sosta estiva la MotoGP torna in pista ed è subito spettacolo. Anche il decimo appuntamento stagionale è ormai andato in archivio. Sullo storico circuito di Brno, che ha sempre regalato grandi emozioni quando ha incrociato il proprio asfalto con le due ruote della classe regina, a fare la differenza è stata sicuramente il cambio moto conseguente al cambiamento delle condizioni della pista.  Anche questa volta comunque c’è stato spettacolo con la seconda vittoria consecutiva di Marc Marquez. Bravo e fortunato. Dietro di lui il compagno di team Daniel Pedrosa che chiude davanti all’altro catalano Maverick Vinales. Quarto Valentino Rossi costretto a rimontare tutto il gruppo dopo un grave errore di strategia. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio della Repubblica Ceca, così come altrettanti quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara ceca della MotoGP.

Top, chi può sorridere e perché.

L’azzardo di Marquez.

Sembrava una strategia sbagliata e azzardata quella di Marc Marquez, il primo a fermarsi per il cambio moto quando si è capito che la linea ideale da seguire sul tracciato ceco era completamente asciutta. E invece la mossa del Cabronçito è risultata vincente. DPo il “suo” Sachsenring il pilota della Honda si conferma anche a Brno e, grazie al “disastro” dei suoi più diretti inseguitori, allunga anche in classifica iridata.

Il “solito” Pedrosa.

Il secondo posto di Daniel Pedrosa può sembrare solo frutto della casualità e della fortuna, e invece va detto che oltre all’ottima strategia della Honda a fare la differenza è stata la solita “pulizia” nel condurre la moto del catalano che adesso può anche puntare al secondo posto in classifica iridata.

Vinales: un podio che vale oro.

Da come era cominciato il GP della Repubblica Ceca non prometteva nulla di buono per Maverick Vinales ma l’asciugarsi della pista e, soprattutto, le scelte sbagliate degli altri piloti di “prima fascia” gli hanno consentito di limitare al massimo i danni centrando addirittura un terzo gradino del podio che alla vigilia sembrava decisamente improbabile.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

La pessima strategia di Rossi e Dovizioso.

Passare dalla lotta per la prima posizione ad essere relegati in fondo al gruppo non è proprio il miglior modo di cominciare una gara. E se ciò avviene perché hai sbagliato il timing per fare il cambio moto il tutto sa proprio di corsa buttata al vento. Se i punti persi in questo GP dovessero poi risultare decisivi per il titolo iridato sia la Yamaha per Valentino Rossi che la Ducati per Andrea Dovizioso avranno tanto da rimproverarsi.

Lorenzo paga la pista asciutta.

La sua strategia è sicuramente migliore di quella messa in atto per il suo compagno di team, ma il suo feeling con la Desmosedici dura solo i primi due giri con gomme da bagnato. Poi il disastro del lentissimo cambio moto e appena rientrato con pneumatici da asciutto il maiorchino scivolato in fondo al gruppo non riesce mai a riprendere il ritmo di inizio gara centrando l’ennesima brutta prestazione di questa difficile prima stagione in Ducati.

Continua l’annata nera Iannone.

Niente da fare per Andrea Iannone. L’abruzzese voleva ripartire dopo la sosta cambiando marcia rispetto al pessimo inizio di stagione e invece è riuscito addirittura a fare peggio scivolando e assaggiando l’asfalto al momento del cambio moto dopo esser stato sbilanciato da Aleix Espargarò. Fino ad oggi questo matrimonio con la Suzuki sembra davvero non funzionare.