Nel prossimo week end la MotoGP tornerà in pista per il GP di San Marino e della Riviera di Rimini. Si correrà dunque sul circuito intitolato allo sfortunato Marco Simoncelli, morto all’età di 24 anni in seguito ad un incidente in corsa a Sepang durante il GP della Malesia del 2011. Ma ecco qual è stata l’ultima gara di casa a cui il Sic ha partecipato, vale a dire quella che si disputò il 4 settembre 2011 sul circuito di Misano Adriatico a soli 10 km di distanza dalla sua Coriano.

Stoner vs Lorenzo: lotta a due per il titolo iridato.

In quella stagione il GP sanmarinese fu il tredicesimo appuntamento dell’anno per i protagonisti della MotoGP. A Misano si arrivò con i soli Casey Stoner su Honda e Jorge Lorenzo su Yamaha ancora in lizza per il titolo iridato con l’australiano che nelle tre gare precedenti al GP di San Marino centrò un allungo in classifica quasi decisivo ai fini del risultato finale. Stoner infatti si impose consecutivamente a Laguna Seca, a Brno e a Indianapolis, mentre il maiorchino, allora ventiquattrenne, terminò con un secondo posto e due quarte posizioni che fecero sì che il distacco in classifica dal leader diventasse davvero pesante.

Flop di Rossi e Capirossi: l’Italia si aggrappa al Dovi e al Sic.

Mentre Valentino Rossi era appena passato in Ducati pagando un pesante scotto in termini di risultati che si rivelarono davvero deludenti, e con un Loris Capirossi non molto competitivo passato al team Pramac per il suo ultimo anno in MotoGP (e proprio prima del GP di San Marino annunciò il suo ritiro), a tenere alto il buon nome della scuola motociclistica italiana in quelle 12 gare ci furono Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli. Quest’ultimo al secondo anno in MotoGP, rimasto nello team Gresini avendo però una fornitura uguale a quella ufficiale del team HRC, ottenne subito un doppio 5° posto (Losail e Le Mans), e due pole position (Montmelò e Assen). Nella seconda gara della stagione, a Jerez in Spagna, rischiò di centrare la prima vittoria nella classe regina ma cadde dopo 11 giri mentre era al comando, mentre a Brno nel GP della Repubblica Ceca ottenne il primo podio “tra i grandi” chiudendo in terza posizione.

Tensione in casa Honda: Lorenzo domina. Stoner messo dietro anche da Pedrosa.

Arrivati a Misano dunque anche le qualifiche del sabato sembrarono rispecchiare quanto finora si era visto nel corso della stagione. Pole position di Casey Stoner davanti a Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, rientrato dopo l’infortunio ma ormai fuori dalla lotta per il titolo. In seconda fila lo statunitense Ben Spies e proprio i due italiani Marco Simoncelli e Andrea Dovizioso. Solo 11° Valentino Rossi con Loris Capirossi costretto a scattare addirittura dalla sesta fila. Ma in gara le cose cambiarono. Jorge Lorenzo, in sella alla Yamaha M1 ufficiale, infatti dominò il Gran Premio di San Marino, mantenendo il comando conquistato in partenza dal primo all’ultimo giro. Ma a creare un po’ di tensione in casa Honda fu Dani Pedrosa, sulla HRC da lui sviluppata, si mise alle spalle il compagno di squadra Casey Stoner che, dopo una gara che lo vide più volte in insolita difficoltà, si dovette accontentare del gradino più basso del podio.

Simoncelli, Dovizioso e Spies: che spettacolo per il quarto posto!

Ma il vero spettacolo avviene alle loro spalle, dove ad inseguire il trio di testa per quasi tutta la gara ci fu un quartetto composto da Spies e dai tre italiani Simoncelli, Dovizioso e Rossi, diventato poi terzetto nel finale, quando il Dottore non riuscì più a tenere il ritmo dei “compagni di viaggio”. Nel finale ci fu una concitata lotta fatta si sorpassi, controsorpassi, staccate al limite e sgasate pazzesche, tra il Sic, il Dovi e lo statunitense, che vide uscirne vincitore proprio il padrone di casa Marco Simoncelli (come già detto Coriano, la città dove viveva, distava solo 10 km dal circuito di Misano dove il numero 58 è praticamente cresciuto) che centrò un ottimo quarto posto. Quello sarà il suo miglior risultato di sempre nel GP di San Marino e della Riviera di Rimini e purtroppo anche l’ultima volta che vi prese parte, dato che due mesi dopo sarebbe arrivato l’incidente mortale che gli costò la vita in quel di Sepang.