Anche il GP di Gran Bretagna, decima prova stagionale, è andato ormai in archivio. Sullo storico circuito di Silverstone ad imporsi è stato il pilota della Mercedes Lewis Hamilton che raggiunge Jim Clark e Alain Prost per numero di successi nel GP britannico (5). Dietro di lui un Valtteri Bottas, bravo e fortunato a rimontare dalla nona posizione di partenza. Terzo lo sfortunatissimo Kimi Raikkonen che a causa di un problema alle gomme ha dovuto cedere la posizione al connazionale proprio alla fine, mentre Vettel, oggi meno bravo del compagno ma altrettanto sfortunato, finisce settimo per una foratura al penultimo giro. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio di Gran Bretagna così come altrettanti sono quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara britannica della Formula 1.

Top, chi può sorridere e perché.

Gli scudieri finlandesi.

Nella pista meno adatta alla sua SF70-H Kimi Raikkonen mette su la sua miglior gara stagionale, mai in grado di insidiare Hamilton che su questo tracciato è di un altro pianeta, ma la sua seconda posizione non è mai stata in discussione, fino a quando la sfortuna non si abbatte ancora una volta su di lui. Valtteri Bottas invece rimonta dalla nona casella di partenza andando addirittura, sfruttando proprio la sfortuna del connazionale, a conquistare la seconda posizione. Un gran week end britannico con due bandiere finlandesi sul podio.

La perfezione di Lewis Hamilton.

Lewis Hamilton aveva diversi obiettivi alla vigilia di questo GP di casa: raggiungere Jim Clark per numero di pole position a Silverstone, mantenere la posizione di testa in partenza, andare a vincere per la quinta volta in carriera il GP di Gran Bretagna (come lo stesso Clark e Alain Prost) e soprattutto ridurre il gap in classifica iridata dal leader Sebastian Vettel. Obiettivi tutti centrati uno dopo l’altro con una facilità imbarazzante a cui aggiunge anche il Grand Chelem (pole, giro veloce, gara in testa dall’inizio alla fine e vittoria Di più proprio non si poteva fare. Congratulations!

Per fortuna c’è la Red Bull.

Dopo 5 ritiri in 7 gare Max Verstappen a Silverstone si prende la scena e nonostante la sua Red Bull sia più lenta delle Ferrari e delle Mercedes, grazie alla sua guida ultra-aggressiva, riesce a mettersi tra le due monoposto del Cavallino per oltre dieci giri. Protagonista di un gran duello, duro e al limite, con Sebastian Vettel (che riesce a passarlo soltanto grazie al gioco dei pit-stop) che comunque vuol dire che il baby fenomeno olandese c’è. Come c’ è il suo compagno di scuderia Daniel Ricciardo che, partito 19°, sorpasso dopo sorpasso è risalito fino alle prime posizioni e, in una Formula 1 avara di sorpassi, se i due alfieri della Red Bull sono protagonisti lo spettacolo sicuramente ne guadagna.

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

Un Vettel da dimenticare.

Certo, lo si sapeva già dall’inizio che Silverstone è il circuito della Mercedes e che le Ferrari avrebbero faticato, ma la prestazione di Sebastian Vettel in Gran Bretagna è tutt’altro che da ricordare. Una partenza a rilento dove viene infilato dall’arrembante Verstappen che poi non riesce più a superare in pista (ci riesce solo grazie all’undercut), poi non riesce a raggiungere il compagno Raikkonen e viene addirittura raggiunto da Valtteri Bottas, partito nono. La resistenza sul finlandese della Mercedes dura solo qualche curva e negli ultimi 6 giri (con le gomme anteriori completamente usurate) rischia anche di essere ripreso dall’olandesino, che alla fine vittima di una foratura nel penultimo giro, termina settimo. Brutto week end per il ferrarista dunque, unica nota positiva è che è ancora in testa al Mondiale (ma adesso Hamilton è lì ad un solo punto).

Nuovo disastro Toro Rosso.

Altra gara da dimenticare per la scuderia satellite della Red Bull. Dopo il disastro austriaco, i due alfieri della Toro Rosso in quel di Silverstone fanno ancora peggio eliminandosi a vicenda. Carlos Sainz infatti finisce fuori dopo solo un giro speronato dal compagno di scuderia Daniil Kvyat in un duello più che acceso. Forse in casa Toro Rosso è il momento di cambiare qualcosa prima di mandare all’aria l’intero campionato: Gasly, campione nella GP2 la scorsa stagione, è alla finestra.

Stroll bocciato all’esame inglese.

Dopo tre gare a punti e il fantastico primo podio della carriera a Baku nel Gran Premio di casa per la sua Williams dal giovanissimo Lance Stroll ci si aspettava decisamente di più. Niente di grave per il baby canadese ma nel 40° anniversario della scuderia che gli ha dato la chance (pagata profumatamente) di esordire giovanissimo in Formula 1 forse poteva rischiare di un po’ di più.