Dopo Silverstone la MotoGP torna in pista ed è subito spettacolo. Anche il tredicesimo appuntamento stagionale è ormai andato in archivio. A Misano è andata in scena la prima vera corsa interamente bagnata dell’anno. Sul circuito intitolato all’indimenticato Marco Simoncelli, Marc Marquez precede lo “specialista” Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso (raggiunto dal catalano in vetta alla classifica iridata) uno dei duelli più emozionanti di tutta la stagione. Tanti dunque i momenti da ricordare di questo Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, così come altrettanti quelli che invece vanno dimenticati in fretta. Ecco il meglio e il peggio della gara romagnola della MotoGP.

Top, chi può sorridere e perché.

La gestione da fenomeno di Marquez.

Se a 24 anni ha già 5 titoli iridati nella propria bacheca, nessuna gara di Marc Marquez potrebbe sorprendere. Ma la maturità con cui ha affrontato la corsa bagnata di Misano va evidenziata. Prima si lancia all’inseguimento di Lorenzo, poi lo lascia andare per non rischiare di buttare al vento altri punti importanti. Nessuna reazione scomposta quando Petrucci lo sorpassa agevolmente. Si incolla al ternano e a tre giri dalla fine comincia una serie di attacchi sempre senza rischiare. E alla fine il primato se lo prende insieme alla leadership del Mondiale. Che fenomeno!

Petrucci: tra i top sotto la pioggia.

Uno dei pochi ad esser stato contento quando aprendo la finestra a Misano in mattinata ha visto venir giù il diluvio è stato sicuramente Danilo Petrucci. Sul bagnato il ternano è uno dei migliori piloti in circolazione e in gara non si smentisce. Anzi. Va talmente più veloce degli altri che è costretto a grandi frenate per non tamponare gli avversari. Poi chiude secondo alle spalle di Marquez ma il suo rammarico è che se la domenica piovesse più spesso magari sarebbe anche lui in lotta per il titolo iridato.

Un Dovizioso formato Mondiale.

Ridurre i rischi al minimo! Questo era l’imperativo di Andrea Dovizioso in questa gara per non compromettere la lotta al titolo iridato. Lui per tutta la gara marca a uomo il rivale Marc Marquez e poi si deve arrendere per conservare una preziosissima terza posizione. Non è più il leader solitario del Mondiale ma se i dubbi sulle sue possibilità di centrare il titolo avevano a che fare con la sua tenuta mentale a Misano il Dovi ha dato una chiara risposta. E che risposta!

Flop, 3 cose da dimenticare e in fretta.

La troppa foga di Lorenzo.

La pioggia di Misano sembra aver dato una sveglia a Jorge Lorenzo. Pronti via e scatto poderoso che porta la sua Desmosedici davanti a tutti dopo esser partito dalla seconda fila. Sull’asciutto non avrà ancora raggiunto il livello dei vari Dovizioso, Marquez, Vinales e Rossi, ma il maiorchino sul bagnato è uno spettacolo. Ma dopo 6 giri di dominio ha esagerato ed è finito per terra saggiando l’asfalto del tracciato romagnolo. Paga la troppa foga: un errore che ad un 5 volte campione del mondo non si può perdonare.

Crutchlow, che peccato!

Un altro dei grandi favoriti nelle gare bagnate è tradizionalmente Cal Crutchlow. Ma, a differenza di quanto fatto dall’altro “pilota anfibio” Petrucci, il britannico non riesce ad avvantaggiarsi sui rivali e al sesto passaggio finisce addirittura per terra. Un’occasione sprecata.

Iannone e Pedrosa al peggio non c’è mai fine.

Che non è un anno facile per la Suzuki e per Andrea Iannone lo si era ampiamente capito. Ma, se è possibile, a Misano si è toccato il fondo quando il pilota abruzzese (che aveva un problema all’avambraccio destro) era tallonato addirittura dalle due non competitive KTM. Peggio di lui in questa gara solo Dani Pedrosa che il feeling con la sua moto ce l’ha e anche da molto tempo.