Il jolly di Vettel. Il tedesco stampa una pole velocissima, 1.16.276, e regala la terza prima fila tutta Ferrari della stagione. Il tedesco, alla 48m pole in carriera, interrompe una serie di quattro di fila per la Mercedes a Budapest. Un bantaggio fondamentale in una gara vinta in sole due occasioni da un pilota partito dietro la seconda fila. Hamilton, che rovina il primo giro in Q3 con un sovrasterzo eccessivo alla quarta curva, si limita a un solo giro in Q3. Ma firma il record nel primo settore, prima di andare in sovrasterzo nel T3 e chiude quarto dietro Bottas. Verstappen, vicinissimo a Vettel nel T2, il più esaltante, è quinto davanti al compagno di squadra Ricciardo. Hulkenberg e Alonso partiranno in quarta fila, Vandoorne e Sainz chiudono la top 10. E tutti partiranno con le Supersoft, ma ci sarà spazio per diversificare le strategie in gara.

Ferrari rinasce.

Le Ferrari, alla luce anche del dominio nelle ultime libere, confermano che le modifiche te niche funzionano. Il sabato italiano d'Ungheria cancella i dubbi di un venerdì di difficile lettura. I tecnici hanno lavorato soprattutto sul fondo e sul bargeboard. La presenza di Enrico Cardile, capo degli aerodinamici, testimonia che gli aggiornamenti della Rossa sono l'espressione di un lavoro di una squadra che coinvolge tutti gli aspetti nella lotta al Mondiale piloti e soprattutto Costruttori. Da sempre, infatti, già dai tempi del Drake, la vittoria nella competizione per scuderie fa la differenza. Anche perché è da questa graduatoria che dipendono anche i cospicui finanziamenti ai team.

Vettel e Raikkonen, non così dominanti nel secondo settore come nelle ultime libere, disegnano linee più pulite. Hamilton, invece, avverte crescenti vibrazioni in Q2 e si ritrova  con tutte le quattro ruote oltre la linea bianca in uscita della curva 4.

Acuto di Hamilton in Q2.

I ritardi di Bottas si accompagnano all'ottima resa di Ricciardo e Verstappen, sul circuito che ha visto papà Jos festeggiare uno dei quattro podi in Benetton. In Q2 si riducono anche i distacchi dalle big di Vandoorne e Alonso, l'anno scorso settimo in tutte le sessioni di libere, in qualifica e in gara su una McLaren mai così bilanciata e convincente in stagione a dispetto di un gap comunque rilevante allo speed trap.

Hamilton però estrae dal cilindro il giro record in Q2. Fa la differenza nel secondo settore, in un tratto dove invece la Ferrari aveva mostrato il meglio nelle curve di media velocità. Fuori dalla top 10 anche le due Force India, che scivolano indietro dopo gli ultimi convincenti gran premi, la Renault di Palmer, sempre più minacciato dall'ombra di Kubica, Grosjean e Kvyat. Esulta invece Sainz, in Q3 per la terza volta in stagione.

Red Bull nuova e veloce.

La Red Bull, nonostante una mappatura da qualifica del motore Renault meno potente rispetto a Ferrari e Mercedes, presenta una RB13 profondamente rivista su un tracciato in cui la trazione e l'efficienza in curva determinano il risultato più della ricerca delle velocità di punta allo speed trap. Adrian Newey mantiene la promessa e presenta una monoposto rivista soprattutto alle bocche dei radiatori e alle pance laterali, con l'evidente obiettivo di rastremare la parte più bassa secondo un concetto aerodinamico già presente sulle Mercedes.

Magnussen, eliminazione sfortunatissima.

Eliminazione sfortunata e quasi incredibile per Magnussen, che chiude con lo stesso tempo al millesimo di Perez, ultimo a qualificarsi in Q2, ma l'ha fatto dopo e viene escluso insieme a Wehrlein, Ericsson e alle due Williams di Stroll e Di Resta, penultimo da debuttante assoluto, commentatore per la tv inglese gettato in pista avendo guidato solo al simulatore, che perde solo sei decimi dal compagno di squadra quasi tutti concentrati nel primo settore.

Che gara sarà.

Mario Isola ha stimato in nove decimi, rispetto ai sei attesi, il divario fra Supersoft e Soft. Un elemento chiave nella definizione delle strategie con una Ferrari apparsa competitiva nelle simulazioni di ieri nel long run rispetto alle Mercedes, orientata spesso a montare ali più cariche per compensare con il sovrasterzo il passo lungo e scaricare il posteriore.

La Mercedes, scrive l'amico Federico Principi su Formulapassion, "ha dato sia a Bottas che a Hamilton un vantaggio in frenata e ingresso rispetto alle Ferrari nelle ultime due qualifiche". Ma può spiegare il ritardo delle Frecce d'Argento di stamattina e in Q2 nel primo settore.

Un dato che potenzialmente è il segnale che la F1-W08 ha comunque le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista domani pomeriggio.