Sedici punti meglio di niente”. Questo in sintesi il pensiero di Andrea Dovizioso che sul bagnato del Gp di San Marino e Riviera di Rimini ha ammesso di aver pensato al campionato in una gara decimata dalla tante cadute, compresa quella del compagno di squadra Jorge Lorenzo quando era in testa alla corsa.

Dovi: "Ho pensato al campionato"

Eravamo al limite per tutta la gara e le tante cadute confermano che era troppo facile fare un errore” analizza DesmoDovi che non ha avuto “una carta migliore di quelle di Marquez e Danilo da giocare”. Bravi dunque i rivali e bravo Marc Marquez che per vincere a Misano “si è preso dei rischi che hanno pagato” agganciandolo in testa al mondiale a quota 199 punti con lo stesso numero di vittorie (quattro) da inizio stagione. Se il mondiale si fosse concluso oggi, per piazzamenti avrebbe vinto lo spagnolo, ma all’appello mancano ancora cinque round, per cui il titolo è ancora tutto da giocare.

Se non mi giocassi il campionato sicuramente ci avrei provato, ma fare a 16 punti rispetto a 0, oggi secondo me era la decisione giusta da prendere. Bravissimi loro, Danilo molto bravo e Marc non ha mollato e si è preso dei rischi che hanno pagato per lui – ha ammesso Dovizioso – Marc per vincere questa gara ha dovuto fare qualcosa di extra, non credo che si sia tenuto del margine. Si è preparato l’ultimo giro e ha spinto ma negli altri giri ha fatto tanti errori e quando fai degli errori come i suoi vuol dire che non hai sempre tutto sotto controllo. È stato bravo a non mollare e all’ultimo giro ha fatto un tempo esagerato – ha detto ai microfoni di Sky Sport.

I fischi? Ridicoli come quelli a Valentino in Spagna.

Per Dovizioso si tratta del primo podio in carriera sul circuito di Misano. Un piazzamento che nonostante un setting da bagnato non al 100% conferma la competitività della Ducati in questa stagione. E a chi in conferenza stampa gli chiede se sarebbe stato giusto ricevere un aiuto da Petrucci in ottica campionato, il forlivese spiega: “Mi ritengo una delle poche persone sportive nel paddock e sarei l’ultimo a chiedere una cosa del genere”. Tema, quello della sportività, che oggi non ha mancato di sollevare qualche polemica visti i tanti fischi del pubblico per Marc Marquez, prima al mattino, dopo la caduta nel warm up, ai quali lo spagnolo ha replicato mandando baci verso le tribune, poi sotto al podio durante la premiazione.

Il mio parere sui fischi? Si prendono quando sei competitivo. Non sono certo una novità. Quelli a Marc quando cade in Italia e a Valentino quando cade in Spagna sono ridicoli e imbarazzanti. Solo persone di basso livello lo possono fare. Non condivido assolutamente questo atteggiamento. Va bene a tifare il proprio pilota ma bisognerebbe ammirare gli altri, non fischiarli – ha concluso.