La tecnologia è sempre andata di pari passo col mondo automotive e le vetture riescono ad evolversi ad un ritmo incredibile. Accessori come il servosterzo un tempo erano utopia e oggi il progresso si è spinto ben oltre la meccanica. Le auto diventano sempre più intelligente ed il discorso sulla guida autonoma si sta concretizzando con le prime vetture capaci di muoversi per strada in piena autonomia. Oltre al contesto urbano, si sta pensando all'introduzione delle intelligenze artificiali anche nel motorsport: così nasce la Roborace.

in foto: La Roborace fa tutto da sola in pista e non ha bisogno di un pilota.

Guidata da una Cpu. La serie Roborace segue uno sviluppo parallelo al campionato Formula E ed è proprio sui tracciati urbani della massima competizione per auto elettriche che stanno testando le prime racer autonome. La prima vettura di prova, nominata DevBot, monta un cervellone elettronico capace di guidare da solo l'auto e apprendere raccogliendo dati in tempo reale mentre è in pista. La Roborace è una elettrica ad alte prestazioni basata su un telaio notevolmente alleggerito per compensare il peso delle batterie a ioni di litio. La Cpu gestisce in piena autonomia l'intera componentistica di bordo e la vettura è configurata per dare il massimo in pista imitando i piloti umani.

I primi esemplari di Roborace DevBot.in foto: I primi esemplari di Roborace DevBot.

Una sessione in pista. La DevBot ha girato in pista durante il weekend dell'ePrix di Berlino. Il tracciato ricavato all'intero dell'ex aeroporto di Tempelhof presenta molte curve a gomito e richiede una certa abilità per evitare di commettere errori. La guida autonoma della Roborace è una naturale evoluzione dei sistemi di assistenza attiva presenti sulle auto attualmente in commercio e ha una guida piuttosto cauta. Le traiettorie seguite in pista non sono proprio adatte ad un "giro perfetto" e l'intelligenza artificiale ha preferito evitare staccate al limite. Nonostante tutto, DevBot ha girato con tempi superiori a circa l'8% rispetto ad un vero e proprio pilota. L'intelligenza artificiale avrà tempo di apprendere nuove tecniche e col tempo darà vita ad una serie di gare dove in pista non c'è alcun intervento umano. Niente personalità, nessuna emozione, solo parametri standard ed eventuali manovre gestite da una serie di "if, then, else" preimpostati.