in foto: Sebastian Vettel – Getty Images

Il caso Vettel-Hamilton è lontano dall'essere chiuso:  la FIA, infatti, ha aperto un'inchiesta sul comportamento del ferrarista dopo il fallo di reazione che il tedesco ha commesso ai danni di Lewis Hamilton durante la ripartenza dalla safety car del GP d'Azerbaijan. In gara i commissari avevano optato per una penalità di 10 secondi insieme ai tre punti tolti dalla Superlicenza. Ora però la posizione del pilota della Ferrari sembra essere appesa a un filo e per lui potrebbero esserci nuovi sanzioni.

Lunedì a Parigi la decisione.

Il prossimo 3 luglio il Tribunale della Federazione dovrà pronunciarsi in merito al controverso episodio: il tedesco della Ferrari già lo scorso novembre rischiò di essere penalizzato in maniera importante dalla Fia per gli insulti a Charlie Whiting nel GP del Messico, ma riuscì a passarla liscia grazie anche a una lettere di scuse scritta dallo stesso pilota in cui ammetteva di essere andato oltre le righe, pentendosi per le parole pronunciate. Adesso Vettel, che è considerato recidivo, potrebbe non essere più così fortunato; probabile che sia il ferrarista che Lewis Hamilton vengano convocati per spiegare cosa è realmente accaduto in pista e per chiarirsi davanti alle più alte cariche del motorsport.

Una situazione, quella dell'attuale leader del mondiale, che può vantare 14 punti di vantaggio sul diretto inseguitore, non certo semplice: Vettel, infatti, ha già raggiunto quota 9 punti di penalità sulla Superlicenza e se in Austria dovesse arrivare a 12, scatterebbe automaticamente il bando da un Gran Premio. Un fardello pesante con cui scendere in pista e che potrebbe essere una carta in più nel mazzo di Lewis Hamilton, a meno che da Parigi non decidano diversamente; a quel punto, con Vettel appiedato per una gara, l'inglese potrebbe prendersi la testa del campionato e probabilmente mettere anche una bella ipoteca sul titolo mondiale.