Manca ancora una gara per apporre il cartello “chiuso per ferie” al campionato mondiale di Formula 1 prima di andare in vacanza sarà protagonista in Ungheria nell’ultimo week end di luglio. Ma dopo la gara Silverstone, decimo appuntamento stagionale, il Circus si è lasciato alle spalle la metà delle venti prove in programma per questo Mondiale 2017. Per i protagonisti delle quattro ruote è dunque tempo di primi bilanci, di tirare le somme di quel che è stato in questa prima parte di stagione, e programmare invece cosa sarà delle dieci corse che li attenderanno da qui a fine anno. È tempo dunque di un primo bilancio di quella che sembra essere la corsa al titolo più aperta degli ultimi anni.

Bentornata Ferrari!

Dopo tre stagioni dominate dalla Mercedes in cui la casa di Stoccarda non ha lasciato alcuno spazio agli avversari, senza il campione del mondo in carica Nico Rosberg che ha deciso di prendersi una pausa dalle corse, il Mondiale di Formula 1 apre il sipario sul palcoscenico di Melbourne dove gli attori principali mettono subito in chiaro le cose. Dopo i test prestagione in casa Ferrari c’era un cauto ottimismo, ma nessuno si aspettava che già all’esordio si potesse fare così bene. La monoposto gira sui livelli delle Mercedes, dominatrici incontrastate degli ultimi anni, e il resto lo fa Sebastian Vettel: secondo tempo in qualifica, buona partenza, marcatura a uomo su Hamilton, allungo decisivo dopo la sosta del britannico, cambio gomme velocissimo e undercut riuscito e, per finire, costante guadagno fino alla bandiera a scacchi dove chiude davanti al britannico che precede il compagno di scuderia Bottas e Kimi Raikkonen con l’altra SF70-H. La Ferrari e Vettel tornano alla vittoria a distanza di oltre un anno e mezzo. E tutto lascia presagire che non passerà lo stesso lasso di tempo perché ciò si ripeta.

La risposta cinese di Hamilton.

Due settimane più tardi il Circus si ritrova in Cina dove la Mercedes e Lewis Hamilton pareggiano subito i conti con il Cavallino e il campione tedesco. Il britannico vince infatti il secondo appuntamento stagionale raggiungendo in testa alla classifica per il titolo iridato il ferrarista Sebastian Vettel, 2° al traguardo. Le certezze aumentano: quest’anno la casa della stella a tre punte avrà una rivale che può tenere il suo ritmo, la Ferrari, e il ruolo di ago della bilancia potrebbe essere quello della Red Bull che in questa occasione si piazza con entrambi i suoi alfieri, Verstappen 3° (dopo esser partito 16° in griglia) e Ricciardo 4°, davanti agli “scudieri finlandesi” Raikkonen e Bottas. A Shanghai durante il 22° giro in scena anche uno dei più bei sorpassi di tutta questa prima parte di stagione, di quelli che da anni mancavano in Formula 1, protagonisti Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo. Il tedesco della Ferrari attacca all’esterno, l’australiano della Red Bull cerca di chiudere lo spazio, ma dopo un duello ruota a ruota prolungato per diversi metri a uscirne vincitrice è la SFH-70 del quattro volte campione del mondo.

Vettel emiro del Bahrein.

Niente pausa e dopo sette giorni si torna in pista, in Bahrein. E nell’Emirato è di nuovo Vettel Show. Un trionfo dei tecnici, delle strategie e di Sebastian Vettel che diventa il più vincente di sempre a Sakhir. Il secondo successo stagionale, il terzo in carriera in Bahrain, il 44mo in assoluto, rilancia la lotta con Hamilton, secondo, che ha pagato i 5 secondi di penalità per aver ritardato ai box Ricciardo. Bottas, terzo e all'undicesimo podio in carriera, tiene dietro un Raikkonen più spento con le supersoft. Il finlandese della Ferrari deve accontentarsi del 23mo quarto posto in F1, a tre lunghezze dall'amaro record di medaglie di legno (le 26 di Alonso e Berger). Solo quinto Ricciardo, che salva l'onore della Red Bull davanti a Massa.

Non solo Seb vs Lewis: ecco Bottas.

Il 30 aprile poi la Formula 1 fa tappa in Russia per il quarto appuntamento stagionale. Da Sochi arrivano conferme importanti per la Ferrari con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen che conquistano rispettivamente la seconda e la terza posizione davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton solo quarto. Ma il grande protagonista di giornata e l’altro alfiere della casa di Stoccarda, Valtteri Bottas che sfodera la sua migliore gara in carriera: pronti, via e, con una grande partenza, si va a prendere immediatamente la testa della corsa guidando poi magistralmente per (quasi) tutta la gara, girando costantemente più veloce delle Ferrari, mantenendo poi la testa anche dopo il pit-stop nonostante l’assalto di Vettel e anche quando un errore in frenata al 39° giro poteva costargli caro. Per lui si tratta della prima vittoria in Formula 1.

Nel primo ruota a ruota vince Hamilton.

Da Sochi ci si sposta poi in Spagna, anzi più precisamente in Catalogna. Qui, sullo storico circuito del Montmelò, va in scena il tanto atteso primo vero atto del duello tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Pronti, via e il campione di Heppenheim si prende la testa della corsa con uno scatto straordinario. Il britannico non riesce a contenere la foga della Rossa con il numero 5 e dopo due giri si becca già circa 2 secondi e mezzo di ritardo. Vantaggio che il pilota teutonico riuscirà a mantenere invariato fino al primo pit-stop anticipato per non subire l’undercut dalla Mercedes. Ma questo è solo l’antipasto: il capolavoro del tedesco è infatti quel sorpasso con tanto di finta a Bottas sacrificato dalla scuderia della stella a tre punte per permettere all’inglese di ricucire lo svantaggio e quello in uscita dalla corsia dei box quando finalmente c’è stato il primo vero duello ruota a ruota tra i due protagonisti più attesi dell’anno. Ma è merito anche di Lewis Hamilton se il GP di Spagna è stato di sicuro il più combattuto e spettacolare della stagione. Finalmente il duello in pista con Vettel è arrivato e lui non si è sottratto minimamente, anzi.  Ottima strategia di utilizzo delle gomme e un gran sorpasso sul rivale al 44° giro che gli vale poi la vittoria finale con il tedesco secondo e Daniel Ricciardo terzo, mentre Bottas, Raikkonen e Verstappen hanno terminato uno dopo l’altro la propria gara anticipatamente. Ma questo GP di Barcellona sarà ricordato soprattutto perché scenario del primo vero duello ruota a ruota tra Lewis e Seb.

Il Cavallino principesco di Montecarlo.

Così dalla Spagna si passa al Principato di Monaco per il sesto appuntamento dell’anno. Sullo storico circuito cittadino di Montecarlo va in scena il Ferrari Show: il week-end perfetto della scuderia di Maranello. Da venerdì a domenica un dominio incontrastato e una vittoria mai messa in discussione. L’unica cosa che ancora restava da decidere era chi, tra i due alfieri, dovesse salire sul gradino più alto del podio. E così, senza alcun ordine di scuderia che ha lasciato massima libertà ad entrambi i piloti, è stata la scelta del momento in cui effettuare la sosta che ha favorito Sebastian Vettel davanti ad un comunque grande Raikkonen. Neanche la safety car nel finale di gara ha scalfito lo strapotere monegasco delle Rosse. Per una doppietta Ferrari arrivata “in carrozza” davanti al rigenerato Daniel Ricciardo. Una doppietta storica, come non succedeva sulle strade del Principato da ben 16 anni, da quell’edizione 2001 che vide trionfare Michael Schumacher davanti all’altro alfiere di Maranello, Rubens Barrichello. Brutto week-end invece per gli alfieri della Mercedes che finiscono entrambi fuori dal podio con Bottas 4° e Hamilton addirittura 7° dopo però esser scattato dalla tredicesima casella della griglia di partenza.

La svolta Mercedes sul circuito di Gilles Villeneuve.

A questo punto dopo 6 GP si arriva in Canada con Vettel al comando della classifica iridata con 25 punti di distacco su Hamilton, 54 su Bottas e 62 sul compagno di scuderia Raikkonen, mentre nella graduatoria costruttori la Ferrari ha 17 lunghezze in più rispetto alla Mercedes. Ma proprio dalla gara di Montreal c’è una svolta nel Mondiale con le Rosse che calano mentre le Frecce d’Argento risalgono la china. Infatti, sullo storico circuito intitolato al leggendario Gilles Villeneuve è doppietta Mercedes con Lewis Hamilton che precede il compagno di scuderia Valtteri Bottas. Alle loro spalle Daniel Ricciardo, al terzo podio consecutivo. Gara sfortunata per Sebastian Vettel che dopo una gran rimonta finisce 4°. Male Raikkonen che ha terminato in settima posizione. Dunque mentre il britannico tirava fuori dal cilindro una prestazione maiuscola con una gestione perfetta della corsa riapre i giochi per il titolo iridato, il tedesco del Cavallino, costretto alla rimonta dall’ultima posizione a causa di una distrazione in partenza con tanto di contatto che danneggia l’ala anteriore della sua SF70-H (sosta al 6° giro per sostituirla), sorpasso dopo sorpasso terminava “solo” al quarto posto.

Baku, Vettel vs Hamilton: finisce l’epoca dei complimenti reciproci.

Un GP del Canada che segna dunque lo spartiacque di questa prima parte di stagione, non solo per i valori in campo, ma anche e soprattutto per una lotta al titolo iridato che si fa sempre più tesa. E così ci si sposta in Azerbaijan dove tutto ciò si traspone in pista. Sul circuito cittadino di Baku in una gara infinita costellata di incidenti e di investigazioni, di bandiere gialle e rosse, di polemiche e scontri al limite, che ha avuto come assolute protagoniste la safety car e le penalità, ad imporsi è stato il pilota della Red Bull Daniel Ricciardo, davanti ad un fortunatissimo Bottas e al 18enne Lance Stroll, al primo podio in carriera, in una delle corse più pazze della storia della Formula 1. Con i due protagonisti Vettel e Hamilton rispettivamente 4° e 5° al traguardo. Ma il GP azero più che per il risultato in pista sarà ricordato perché segna la fine delll’epoca dei sorrisi, dei complimenti reciproci e dei “prego si accomodi” tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Il GP di Baku segna definitivamente la nascita di una nuova era dove i contendenti al titolo iridato sono dei veri e propri rivali a tutti gli effetti. Giochi psicologici, azioni di disturbo, reazioni stizzite e colpi proibiti. Poi il duello ruota a ruota dove oltre all’abilità a fare la differenza è l’orgoglio e la voglia di finire davanti al rivale. Riportandoci dunque ai grandi duelli che hanno fatto la storia di questo sport.

Bottas si iscrive alla lotta per il titolo.

Un GP dell’Azerbaijan che avrebbe potuto segnare anche la lotta per il titolo iridato, ma il 3 luglio, nel giorno del 30° compleanno di Sebastian Vettel, la FIA ha deciso di non punire ulteriormente il tedesco per lo scontro con la Mercedes del britannico a Baku, e così si arriva in Austria con ciò che fino adesso ha deciso la pista. Sul circuito di Spielberg però tra i due litiganti il terzo gode: ad imporsi infatti è stata una Mercedes, ma quella di Valtteri Bottas, al suo secondo successo stagionale. Dietro di lui un Sebastian Vettel che di passaggio in passaggio recuperava sul finlandese che per poco non riusciva a superare nel giro finale. Ancora una volta sul terzo gradino del podio l’ormai “solito” Daniel Ricciardo che ha preceduto Lewis Hamilton (partito ottavo e autore di qualche errore di troppo). Dunque per il tedesco della Ferrari altri punti guadagnati in classifica sul britannico delle Frecce d’Argento (adesso a 20 lunghezze) mentre si riporta sotto anche Bottas che vuole recitare il ruolo di terzo incomodo nella lotta per l’alloro.

Hamilton mette la quinta nel giorno del disastro Ferrari.

Neanche il tempo di analizzare quanto successo in terra austriaca che il Circus si ritrova nuovamente in pista in un altro storico circuito, quello sul quale si corre il GP di Gran Bretagna. Qui Lewis Hamilton, come da pronostico, mette su la gara perfetta andando a pareggiare quanto fatto dalle leggende Jim Clark e Alain Prost centrando la quinta vittoria in carriera nel GP di Gran Bretagna. Alle sue spalle un Valtteri Bottas, tanto bravo quanto fortunato, autore di un’incredibile rimonta da 9° a 2°. Raikkonen, che sembrava potesse portare a casa la seconda posizione senza problemi, invece paga dazio alla buona sorte con una foratura nel finale e si deve accontentare del 3° gradino del podio, ottenuto grazie alle sfortune altrui (forature nell’ultimo giro anche per Vettel e Verstappen). Ma il disastro inaspettato è quello di Sebastian Vettel che in quel di Silverstone, foratura a parte, è autore di una prestazione mediocre. Difatti, che per il tedesco non fosse una gran giornata lo si era già capito dalla partenza (lentissima) nella quale veniva infilato da Verstappen che gli si piazzava davanti e che per oltre 18 giri ha chiuso tutti i varchi al ferrarista in un duello molto duro. Solo grazie ad una sosta anticipata riusciva poi a sopravanzarlo. Una scelta azzardata che però pagherà più tardi, cioè quando sarà addirittura raggiunto e sorpassato da Bottas senza poter opporre resistenza a causa delle gomme anteriori usurate. E se alla fine, quanto successo al compagno di scuderia, lo stava comunque facendo finire sul podio, anche per lui arriva la foratura (costretto a fare un intero giro prima di fermarsi ai box) che restituisce il podio al finlandese e lo relega 7˚. Una settima posizione che riapre dunque i giochi per il titolo con Vettel e Hamilton separati da un solo punto, e con Bottas distante solo 23 lunghezze.

Si riparte da zero: dall’Ungheria via al Mini-Mondiale.

Al giro di boa dunque si riparte da zero con tutto il vantaggio messo in cascina nelle nove prove precedenti dal tedesco dilapidato in un solo colpo in casa di Lewis Hamilton. Vettel ha dunque giocato il suo jolly e adesso non può più permettersi passi falsi nelle restanti 10 gare in programma se vuole davvero centrare il quinto titolo iridato della propria carriera, e adesso dovrà fare attenzione anche all’altra Freccia d’Argento con quel Valtteri Bottas che GP dopo GP si è riportato sotto ai due rivali più accreditati. Meno aperta invece sembra la lotta per il titolo costruttori dove la casa di Stoccarda sta via via prendendo il largo su quella di Maranello, adesso sono 55 i punti che separano le due scuderie, ma anche qui ancora nulla è certo. Dunque si deciderà tutto in questo “mini-mondiale” da 10 Gran Premi che prenderà il via il prossimo 30 luglio in Ungheria, dove la Ferrari è chiamata a riscattarsi mentre la Mercedes cercherà conferme con una Red Bull che potrebbe essere l’ago della bilancia per entrambi i titoli iridati.