in foto: La Ferrari di Vettel sulla griglia di partenza in Cina – Foto Twitter

Il Gran Premio della Cina si è aperto con un giallo: Sebastian Vettel, infatti, ha posizionato la sua Ferrari sulla griglia di partenza in modo anomalo. La vettura, infatti, era leggermente spostata rispetto alla casella dove solitamente devono mettersi le monoposto. Una manovra che i commissari di gara hanno notato tanto da mettere sotto inchiesta il tedesco salvo poi lasciar cadere ogni intenzione.

Nessuna punizione dunque per il ferrarista: questo perché, come dice il regolamento, i piloti devono posizionarsi entro la loro posizione in griglia, senza specifici riferimenti alle linee bianche che delimitano le piazzole sullo schieramento. Vettel, per evitare di partire con le ruote sulle linee, rese scivolose dalla pioggia, ha spostato la sua SF70H, ma senza trarne vantaggio e soprattutto rimanendo in linea con la casella che ne delimita la posizione, mettendosi così al riparo da eventuali sanzioni. Non è la prima volta che in Formula 1 si verifica un caso simile: già nel 2016, infatti, durante il Gran Premio del Giappone, diversi piloti, tra cui Daniel Ricciardo, avevano messo in scena la stessa manovra del tedesco.

La Red Bull vuole un chiarimento dalla FIA.

In quell'occasione la FIA aveva specificato come si fosse trattato solo di buon senso, senza però specificare quale fosse il comportamento più opportuno da tenere in casi del genere. Ora è la Red Bull, attraverso il suo team principal, Christian Horner, a chiedere chiarezza: "Era ovvio quello che stava cercando di fare, spostarsi verso la parte più asciutta della pista – ha detto ai cronisti presenti sul tracciato-, ma sarebbe meglio avere chiarezza sull'argomento: i piloti devono rispettare solo la linea o l'intera piazzola? Ricordo che ne avevamo discusso in Giappone l'anno scorso. In questo caso non ha avuto vantaggi da questo, ma sarebbe meglio avere un chiarimento" sono state le sue parole. Probabile che, nelle prossime gare, il chiarimento tanto invocato arrivi a spazzare il campo dalle polemiche.