in foto: Un posto di blocco dei Carabinieri

La sentenza della Corte Costituzionale che ha ripristinato la differenza tra droghe leggere e pesanti ha effetti anche sulla patente di guida: la revoca automatica della patente per chi è stato condannato perché trovato in possesso di droghe leggere è, infatti, incostituzionale. A deciderlo è stato il giudice del tribunale civile di Genova che ha trasmesso gli atti alla corte costituzionale per stabilire l’incostituzionalità dell’articolo 120 del Codice della strada.

Il caso in questione risale al 2010 quando un artigiano genovese, alla guida della propria autovettura, venne trovato in possesso di modesta quantità di droga leggera. L'uomo optò per il patteggiamento, il giudice stabilì la sospensione della pena, ma la prefettura decise di revocare automaticamente la patente: un provvedimento che, secondo il legale dell'uomo, è incostituzionale viste le modifiche avvenute sul tema delle droghe leggere e sui quantitativi. A sposare la tesi del legale difensore ci ha pensato il giudice civile che ha ravvisato come ipotesi differenziate dalla legge penale siano invece trattate in modo eguale e una violazione del principio della risocializzazione del reo nel caso in cui l’applicazione automatica della revoca non tenga conto delle esigenze personali e lavorative del guidatore a cui è stata revocata la patente.

Potrebbe cadere, quindi, la possibilità di revocare automaticamente la patente di guida per i casi di lieve entità e di condanna per droghe leggere, purché in quest'ultimo caso la pena in concreto applicata non superi il massimo previsto dalla legge per le ipotesi di lieve entità. Prima di decidere sulla revoca, infatti, il giudice sarà costretto, come specifica il portale laleggepertutti.it, valutare la condotta complessiva dell’imputato, verificando eventuali profili di pericolosità sociale.