in foto: Ferrari Testarossa.

È bastato un ricorso in tribunale per cancellare uno dei marchi più famosi al mondo: Ferrari perde ufficialmente i diritti sul nome "Testarossa". Una storia incredibile, che è avvenuta in questi giorni a Düsseldorf, in Germania. Kurt Hesse, presidente della Autec AG, un'azienda che si occupa della produzione di modellini statici e macchinine radiocomandate, aveva depositato il brand Testarossa avviando una battaglia legale contro la casa di Maranello.

Persi tutti i diritti. Appena è giunta la notizia del tentativo di Hesse di depositare il marchio Testarossa, Ferrari si è immediatamente opposta avviando una disputa legale contro l'imprenditore tedesco che, di tutta risposta, ha chiesto la rimozione del nome da parte del Cavallino Rampante. Il tribunale di Düsseldorf, tra i più autorevoli per quanto riguarda le dispute sui diritti commerciali, ha confermato la vittoria di Hesse su Ferrari creando un importante e pericoloso precedente legale. Ferrari non potrà più usare il nome Testarossa e dovrà cancellarlo in tutto il mondo perdendo di fatto uno dei marchi più famosi al mondo: la Ferrari Testarossa, prodotta tra il 1984 e il 1996, è una supersportiva che ha ridefinito gli standard del segmento. Con questa mossa, tutti i modelli di Testarossa potranno essere realizzati senza pagare alcuna royalties a Maranello. L'azienda italiana sicuramente procederà al ricorso alla Corte d'Appello.

Il rischio sui brand non utilizzati. Il portavoce del tribunale ha chiarito le motivazioni che hanno portato a questa sentenza. Per garantire la tutela di un marchio è necessario utilizzarlo e non abbandonarlo. In tribunale è emerso che Ferrari non usava più il brand da oltre 5 anni, anche se la difesa del Cavallino Rampante afferma di gestire ancora un servizio di manutenzione e fornitura di pezzi di ricambio per i possessori di Testarossa. I giudici hanno stabilito che il marchio non sia stato più utilizzato direttamente ma sotto la "copertura" del più forte brand Ferrari. Georg Jacobs, esperto di diritto commerciale, lancia l'allarme: "deve far scattare un campanello d’allarme fra tutti i produttori che posseggono brand famosi". Moltissimi marchi, ormai andati in disuso possono essere facilmente depositati da altri e, peggio ancora, potrebbero anche essere acquisiti da aziende rivali.