Con un fatturato che per la prima volta ha superato i 900 milioni di euro, il futuro di Lamborghini non potrebbe essere più roseo, In vista del lancio sul mercato del suv Urus, previsto per il 2018, la casa del Toro continua nei suoi investimenti strategici, tra cui il numero del numero dei dipendenti, èpassati da 1.298 a 1.415 nel 2016. Per la produzione del terzo modello della gamma Lamborghini, sono già in fase di completamento il nuovo stabilimento, la finizione, il centro logistico, i nuovi uffici e la pista di collaudo, per un totale di 70mila metri quadrati solo di strutture al coperto, in uno scenario, condiviso tra la casa bolognese e i sindacati, che avrà un impatto favorevole in termini occupazionali.

Opportunità per l’azienda e il territorio.

Per la produzione del terzo modello Lamborghini sono previste circa 200 ulteriori assunzioni che andranno ad aggiungersi alle 500 in fase di completamento. “L’accordo raggiunto crea le condizioni per la realizzazione di un nuovo tassello del nostro disegno strategico, che individua le competenze come il motore dello sviluppo aziendale. Innovazione, competitività e controllo dei costi sono essenziali per favorire una crescita sostenibile del business e delle persone” ha commentato Umberto Tossimi, Direttore Risorse Umane e organizzazione di Automobili Lamborghini. Per la FIOM-CGIL e la FIM-CISL “l’accordo raggiunto rappresenta un’opportunità non solo per l’azienda, in termini di sviluppo tecnologico e di processo produttivo, ma anche per il territorio, vista la crescita di organico prevista e l’impegno assunto nell’accordo, di avere una particolare attenzione, nella selezione del personale da inserire nel reparto, anche per i lavoratori che sono coinvolti in crisi aziendali”. L’accordo prevede, inoltre, la possibilità per Lamborghini di un maggiore utilizzo degli impianti del solo reparto di verniciatura, attraverso tre turni di lavoro giornalieri dal lunedì al venerdì. A compensazione, spiega la Rsu aziendale, è stato previsto un miglioramento dell’organizzazione di pause e permessi retribuiti, oltre al riconoscimento di significative indennità di turno.