In una Misano orfana di Valentino Rossi, c’è spazio per tante dichiarazioni: molti i messaggi di pronta guarigione dall’infortunio che costringerà il Dottore a saltare il suo Gp di casa e presumibilmente anche il successivo ad Aragon (“Un rientro in Spagna sarà difficile, ma ci proviamo”) ma anche troppi sassolini tolti da scarpe evidentemente troppo large, come nel caso di Jorge Lorenzo che in un’intervista a Repubblica ha attaccato non solo Valentino ma anche Dovizioso e la Ducati.

Lorenzo: “Rossi ha vinto senza rivali”.

A Lorenzo bastano poche battute per deturpare tutto ciò che in MotoGP parla italiano, a partire dalla Rossa e DesmoDovi, leader del mondiale che però ha uno stipendio dieci volte più basso di quello del maiorchino. “Quando abbiamo firmato quei contratti, io avevo 3 titoli e 44 vittorie in MotoGp, Andrea una sola. Dovizioso è comunque molto bravo: se in passato non ha vinto molto, è perché ha trovato tanti avversari di livello” puntualizza, senza nascondere che “tra il suo mondiale e una mia vittoria in gara, allora scelgo la seconda”. Gufato il compagno di squadra, sul calibro dei rivali puntualizza

Se hai la fortuna di correre in stagioni più modeste puoi vincere 5 o 6 titoli ed essere considerato uno dei migliori della storia”. Allude a Rossi? “Non solo, anche ad altri. Gibernau, Biaggi e Capirossi (gli avversari di Valentino) erano piloti bravi. Ma con Marquez, Stoner, Lorenzo e Pedrosa, il livello si è alzato moltissimo. E vincere è diventato molto difficile” – sono state le parole di Jorge Lorenzo come riportate dall'inviato Massimo Calandri.

Ma nel club ci sono solo Agostini e Vale.

Peccato però che, statistiche alla mano, i piloti che hanno più di 5 titoli in classe regina si possano contare sulle dita di una mano. Ci sarebbe Giacomo Agostini (8 titoli in top class) ma è improbabile che il maiorchino si stesse riferendo al “Mino” nazionale. E guarda caso, tra gli iridati che hanno “5 o 6 titoli”, resta soltanto Valentino (7 titoli tra 500 e MotoGP). Per cui con quel “Non solo Rossi” Lorenzo si riferisce esclusivamente di Valentino, mettendo il pesarese nel girone dei fortunati che hanno vinto perché gareggiava contro gente brava ma, a suo dire non paragonabile a se stesso e agli altri spagnoli, ad eccezione del mito Stoner (che guarda caso è tester d’eccezione in Ducati). Gente che risponde anche al nome di Max Biaggi (chissà come la prenderà il Corsaro che con Lorenzo è amico di lungo corso) ma anche Loris Capirossi che Jorge incontra quotidianamente nel paddock.