in foto: Il post di Max Biaggi su Instagram

Questa ‘liberazione’ mi dà la forza per continuare a lavorare senza esitazione”. Così Max Biaggi, ritornato oggi in ospedale per togliere gli ultimi punti, ora che ha intrapreso il cammino di recupero dal terribile incidente dello scorso 9 giugno in cui ha rimediato la frattura di 11 costole, della clavicola destra, e lesioni a entrambi i polmoni che hanno richiesto due operazioni chirurgiche.

Rimossi gli ultimi punti. E per il recupero ripensa a Bruce Lee.

Iniziato il lungo percorso di riabilitazione, per il quale “sarà questione di mesi, forse di un anno”, il Corsaro si è lasciato andare dichiarazioni che hanno mostrato un lato più umano e riflessivo. “La vita è un dono e non va sprecata – ha raccontato – Grazie a mio papà per avermi tenuto la mano. Ha avuto paura per 25 anni e questa è la promessa che non gli farò più avere paura – ha giurato al padre Pietro, mentre sulla compagna, Bianca Atzei, in un lungo messaggio pubblicato sui social ha aggiunto: “È una sensazione complicata per me da descrivere ma è stata la miglior cura che potessi mai avere. Questo angelo si chiama Bianca, la mia Bianca, capace di sorprendermi con la sua caparbietà e devozione verso l’uomo che ama”. Un percorso che oggi lo ha fatto riflettere anche su alcune parole di Bruce Lee.

“Non esistono incidenti tanto sfortunati da cui il saggio non possa trarre vantaggio, come non esistono circostanze tanto fortunate che lo sciocco non possa volgere a proprio danno. (Bruce Lee) – ha scritto il campione capitolino sui social – Finalmente oggi rimossi tutti i punti. Sarà anche lunga ma oggi questa "liberazione" mi da forza per continuare a lavorare senza esitazione – ha aggiunto su Facebook.

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La paura di non farcela ha evidentemente rappresentato un cambio al vertice delle priorità del campione romano che, lasciato l’ospedale San Camillo di Roma dopo 17 lunghi giorni in rianimazione, oggi è in grado di esternare emozioni e sentimenti in maniera del tutto nuova. “Quando mi hanno detto che con questo tipo di trauma toracico sopravvive solo il 20% dei pazienti, lo confesso, me la sono fatta addosso dalla paura” ha raccontato, rivedendo il film della sua storia. “Tanti flash di momenti indelebili: una corsa da bambino in un prato, io boy scout, la prima volta su un campo di calcio, la prima volta in moto, la nascita dei miei figli. Ma era più un cortometraggio, tutto durava troppo poco perché mi svegliavo subito col terrore che potesse finire male” ammette, ripensando al difficile destino di Nicky Hayden in bici e Michael Schumacher sugli sci. “E sa qual è la vera beffa che ci accomuna? Che tutti e tre abbiamo avuto l’incidente a 50 all’ora o giù di lì”. Ma ora che la grande paura è passata, la sfida è recuperare la forma fisica. A Biaggi servirà pazienza, cautela e maggiore cura di sé stesso. Se tornerà in sella? “Al momento direi di no. Alle moto non penso proprio, non mi pare saggio. O se ci penso, lo faccio in altro modo” replica, riferendosi ai giovani talenti del suo Max Racing team, con la voglia di trasmettere la passione “intoccabile” ma anche quell’esperienza che oggi lo porta a dire “la mia vita è bella”.