Proprio come accaduto per quello italiano, il ponte di Pasqua, in aggiunta a una nuova tassazione sui veicoli nel Regno Unito, è alla base del contraccolpo subito dal mercato auto europeo: l'effetto calendario si fa sentire ancora tanto che stando ai dati dei costruttori riuniti nell'Acea, ad aprile in Europa e nei Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) sono state vendute 1.230.235 auto, il 6,8% in meno dello stesso mese del 2016. Nonostante il calo del mese di aprile, però, resta positivo il bilancio dei primi quattro mesi dell'anno: le immatricolazioni sono state 5.487.695, con una crescita del 4,5% sullo stesso periodo 2016.

Nessun allarmismo, dunque, il calo è dovuto semplicemente a una serie di eventi che hanno influito negativamente sull'andamento del mercato. Sedici dei 28 paesi presi in considerazione fanno registrare il segno negativo con il Regno Unito che perde il 19,8%; in questo caso, però, non è l'effetto calendario a pesare ma l'imposizione di una nuova tassa su tutte le auto ad eccezione di quelle che non emettono CO2. Più contenute le perdite nelle altre nazioni con la Germania che cede l'8%, la Francia il 6% e l'Italia il 4,6%. Uno dei pochi positivi è la Spagna che ha fatto registrare un incoraggiante +1,1%.

Fca limita i danni grazie a Giulia e Stelvio.

Leggera flessione per il gruppo Fca che perde lo 0,5%: un risultato molto contenuto rispetto alle medie continentali e che permette di arrivare alla quota di mercato del 7,3%, quarto costruttore per vendite nel continente.  Le vendite di Fca nel primo quadrimestre dell’anno sono cresciute del 10,8% arrivando a 392.400 unità, praticamente più del doppio della media europea del 4,5%. A trainare il gruppo è soprattutto Alfa Romeo che, grazie ai modelli Giulia e Stelvio, vede aumentare le immatricolazioni del 52,2%. Panda e 500 dominano le vendite tra le city car, con una quota del 29,4 per cento mentre la 500L è la più venduta del suo segmento – con il 28,5 per cento di quota –. Risultati positivi anche per 500X e Renegade. Male le altre case automobilistiche con Volkswagen che perde il 9% facendo scendere la quota di mercato dal 25,4% dello stesso periodo dello scorso anno al 24,8%; in calo anche Ford, che vede le propei vendite crollare del 12%, mentre Opel-Vauxhall, i marchi che GM sta vendendo alla rivale francese PSA Group, hanno assistito a un tonfo del 13%. Tra i primi dieci produttori di auto in Europa, l'unica che ha visto crescere i propri numeri è Toyota mentre la quota di mercato Renault è salita dal 10,1% al 10,6%, nonostante il calo delle immatricolazioni del 2,9%.