Il paddock era la sua casa: Angel Nieto, morto ieri per la gravità dell’edema cerebrale rimediato nell’incidente dello scorso 26 luglio, aveva 70 anni ma l’energia di un ragazzino. Senza di lui, la Spagna del motociclismo di oggi non sarebbe una potenza, e probabilmente senza di lui non sarebbero mai esistiti campioni del calibro di Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Ma se c’è un pilota che con Nieto aveva un rapporto di amicizia speciale, questo è Valentino Rossi che attraverso Facebook ha salutato l’amico e leggenda del motociclismo.

Oggi è una giornata molto triste per il nostro sport, perché Angel Nieto è uno dei piloti più importanti della storia del motociclismo. Non solo per i 13 (12+1) mondiali vinti, ma anche per il suo carattere, la sua passione e la sua energia fuori dalla pista. Aveva 70 anni, ma il cuore di un ragazzino. Ciao Angel, grazie di tutto” ha scritto il pesarese sui social, pubblicando una foto a dir poco storica, ovvero quella del giro d’onore fatto dopo la sua vittoria numero 90, sul circuito di Le Mans, dopo la bandiera a scacchi del Gp di Francia del 2008. Insieme sulla Yamaha con il numero 46, mentre il Dottore stringe la bandiera che racconta la sua carriera nel giorno in cui raggiunse le 90 vittorie, le stesse colte dal 1964 al 1986 dal sei volte iridato in classe 50 e sette in classe 125. La tuta personalizzata indossata da Nieto e i sorrisi di quel giorno restano una celebrazione da libri di storia.