in foto: Maverick Vinales, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi sul podio del Gp del Qatar 2017 / GettyImages

Il consumo di bevande alcoliche da parte dei piloti è ufficialmente vietato dal 2004. L’alcol non è considerato una sostanza dopante ma è vietato per ragioni di sicurezza e di impatto sociale. Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo Marca, la Federazione Motociclistica Internazionale (Fim) ha recentemente approvato un codice medico 2017 già adottato in diverse competizioni su due ruote e che presto arriverà anche nel Motomondiale.

Controlli ad ogni Gran Premio.

I commissari della Fim effettueranno un sorteggio tra i piloti e ne sceglieranno almeno tre per il test con l’etilometro. I piloti non possono superare lo 0,10 g per litro di sangue alla prova del palloncino. Se si supera questo valore, i commissari attenderanno 15 minuti prima di sottoporli a un controllo successivo, un po’ come avviene nei controlli per strada. I piloti potranno essere convocati fino a mezz’ora dopo la gara, ad eccezione dei piloti sul podio che potranno concedersi un sorso del tradizionale champagne o spumante. In caso di un altro risultato positivo, il pilota verrebbe immediatamente escluso dalla manifestazione in cui ha eseguito il test e sarebbe sanzionato in via provvisoria in attesa di una successiva penalizzazione. Sarà la Corte Disciplinare Internazionale a decidere, in seguito, se imporre una sanzione che può variare da nove a diciotto mesi di sospensione, a seconda di aggravanti e attenuanti. L’unica possibilità di ricorso è presso la Corte di Arbitrato per lo Sport (Cas). Qualora un pilota decidea di non sottoporsi al controllo, o si rifiuti di farlo, sarà automaticamente sanzionato con l’esclusione dalla manifestazione, in attesa di nuova penalizzazione.