Una domenica molto speciale”. Questa la sintesi di Marc Marquez che ha Brno ha centrato la 58 vittoria in carriera, la 32° in MotoGP, la seconda stagionale con cui allunga in testa al mondiale mettendo un “piccolo gap” sugli inseguitori. Perché come ammesso a caldo dallo stesso Marquez, Maverick Vinales e Valentino Rossi sono lì, terzo e quarto rispettivamente alla bandiera a scacchi, nonostante una gara che il campione spagnolo ha affrontato con una strategia diversa, scegliendo di anticipare il cambio moto dopo poche tornate.

in foto: Marc Marquez durante l'intervista al backdrop / SkySport

Marquez: "Domenica speciale, è per Nieto"

Il primo pensiero è però per Angel Nieto, ricordato dopo il warm up con un minuto di silenzio, e omaggiato sul podio con il dito indice alzato al cielo. “Una domenica di gare, quello che era la sua passione, ed è stato incredibile la sensazione durante il minuto di silenzio sulla griglia di partenza: pioveva un po’, sembrava che Brno piangesse per lui. Alla fine è stata una domenica di gare, tre piloti spagnoli sul podio lo faranno contento. Non dico questa vittoria, ma questa domenica è per lui – sono state le parole di Marquez a Sky Sport.

"Strategia gomme? No, un errore"

La scelta di partire con gomma rain soft, voluta e pensata da Marquez, si è rivelata un errore, ma che alla fine è diventata strategia per lo spagnolo, il primo a rientrare ai box per il cambio moto e che gli ha permesso di portarsi rapidamente al comando, in una cavalcata solitaria alla bandiera a scacchi.

La partenza con la gomma da bagnato soft? Non è stata strategia, onestamente è dove ho sbagliato. In questa gara ho fatto tutto bene, mi sentivo bene, ma ho sbagliato in griglia di partenza perché, quando ho visto le condizioni meteo e l’asfalto, ho pensato che diventasse velocemente asciutto. Ho provato a partire con la morbida per spingere al massimo nei primi giri ma dopo essere partito ho capito di aver sbagliato. Dopo due o tre giri sono tornato ai box perché stavo perdendo tanto e quasi cadevo, anche se quando rientravo c’era effettivamente tanta acqua. Quando, dopo un giro, ho visto che ero a 1 secondo mi sono detto: ‘Dai adesso siamo a posto’.

Rallentato per non fare vedere che cambiavo moto? No, ho rallentato perché non potevo spingere di più e non volevo correre rischi. Ho rallentato tantissimo perché vedevo che stavo facendo fatica e non volevo cadere, ma tornare ai box. Ma è anche vero che quando sono rientrato e gli altri erano davanti, avevo un giro in più per spingere.

Più ottimista per il mondiale? Logicamente se vinci, hai più punti e sei più ottimista ma la mentalità resta la stessa, questo campionato è molto lungo, l’importante è abbiamo messo un po’ di gap che, anche se piccolo, abbiamo messo punti su un circuito dove di solito faccio fatica, quindi sono molto contento”.